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Nuovo governo: Lega e M5S chiedono altro tempo a Mattarella

Nuovo governo: Lega e M5S chiedono altro tempo a Mattarella
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ROMA, 14 MAGGIO – Si è chiuso, senza risultati definitivi, un altro pomeriggio di consultazioni a Palazzo del Quirinale. Nel nuovo round di incontri presso la residenza del Presidente della Repubblica nella Capitale, Sergio Mattarella ha ricevuto le delegazioni di Lega e M5S per cercare di dare vita ad un governo politico che possa avviare finalmente l’attività della nuova legislatura. Il Capo dello Stato ha dovuto però prendere atto della richiesta, formulatagli da entrambi i partiti, di avere ancora qualche giorno in più di tempo a disposizione. Saranno dunque le due forze politiche in questione a rendere noto al Presidente il momento in cui saranno pronte per un nuovo colloquio e magari per comunicare il nome del soggetto cui vorranno che Mattarella affidi l’incarico governativo.

Il Colle ha naturalmente accolto la richiesta ricevuta, essendo ormai chiaro che questa potrebbe essere l’unica strada per assicurare la formazione di un esecutivo in tempi relativamente brevi ed evitare un ulteriore slittamento con il conseguente stallo istituzionale nel caso in cui anche l’intesa tra questi due partiti fallisse, soprattutto nella prospettiva di un’eventuale richiesta di ritorno alle urne.

“Non stiamo questionando sui nomi ma stiamo molto più costruttivamente discutendo, anche animatamente, su un’idea comune di Italia” – ha dichiarato Matteo Salvini ai giornalisti – “faremo poi partire un governo se saremo in grado di fare qualcosa. Se ci rendessimo conto che non ne siamo in grado allora ci fermeremmo. Stiamo però già facendo uno sforzo enorme e se dovessimo ragionare solo per convenienza politica non saremmo qua da tempo; se dovessimo dar retta ai sondaggi, saremmo i primi a dire che non ci conviene cercare un accordo e lasceremmo tutto nelle mani di Mattarella con l’ipotesi di andare al voto il prima possibile”. Passando poi ad analizzare alcuni dei nodi più rilevanti del dibattito delle ultime ore con la controparte pentastellata, Salvini ha affermato: “Su qualche punto importante, come le infrastrutture, ci sono ancora visioni diverse. Inoltre, centrale è il tema giustizia: noi vogliamo processi più brevi ed anche su questo partiamo da posizioni differenti, anzi in questa veste io parlo non solo da leader della Lega, perché non voglio rompere l’alleanza di centrodestra. Se io vado al governo – ha poi aggiunto – voglio fare quel che ho promesso di fare e su cui gli Italiani mi hanno votato, sulla legge Fornero, voglio evitare l’aumento dell’IVA, ridurre le accise sulla benzina e l’immigrazione, perché, pur nel rispetto dei diritti umani e dei trattati, mi rifiuto di pensare all’ennesima stagione del business dell’immigrazione clandestina in saldo. Se andiamo al governo vogliamo mano libera per tutelare la sicurezza degli Italiani, anche con la riforma della legittima difesa”.

Simile è il punto di vista espresso da Luigi Di Maio e dai 5 Stelle, che si sono detti consapevoli delle scadenze internazionali, ma hanno a loro volta chiesto qualche altro giorno per trovare un accordo definitivo con il Carroccio. “In fondo, si sta scrivendo un programma di governo per i prossimi cinque anni” – ha affermato il leader giallo – “sono comunque molto orgoglioso delle interlocuzioni e soddisfatto del clima che si respira, ma soprattutto dei risultati che si stanno portando a casa su temi importanti, come la legge Fornero, la lotta agli sprechi, la lotta alla corruzione, il carcere per evasione, la riforma del fisco”.

L’ex vicepresidente della Camera dei Deputati ha in ogni caso spiegato in conferenza stampa che “questo contratto di governo sul modello tedesco mette dentro punti programmatici espressi da due forze politiche, per cui, una volta elaboratolo, dovremo sottoporlo ai nostri iscritti con un voto online, chiamandoli a decidere se far partire questo governo a queste condizioni o meno”. Da questo punto di vista, in effetti, anche la Lega ha deciso di ascoltare il parere dei propri elettori sull’intesa con il M5S per la formazione del nuovo governo: l’ufficio organizzativo federale del partito fondato da Bossi, infatti, ha inviato una lettera a tutti i segretari regionali e provinciali per invitarli a prenotare alcune piazze per il prossimo weekend in modo da consentire lo svolgimento di una consultazione tra la cittadinanza presso appositi gazebo.

Si può dire, pertanto, che non è del tutto certo che l’accordo governativo possa alla fine andare in porto, nonostante un’intesa ed un dialogo, almeno sul piano politico e su molti temi sostanziali, si stiano concretizzando. Né è certo che molti dei punti del programma condiviso e contenuto nell’eventuale contratto governativo possano poi in futuro essere effettivamente realizzati. Secondo stime raccolte da SkyTg24, ad esempio, si calcola che nelle prime bozze di accordo siano previste spese pubbliche fino a 70 miliardi di €, a causa soprattutto della cosiddetta “pace fiscale” che prevedrebbe l’introduzione della flat tax, l’abrogazione della legge Fornero, la previsione del reddito di cittadinanza e lo stanziamento di nuovi fondi per le forze dell’ordine. Non è ancora noto come e dove possano essere rastrellate le coperture economiche necessarie a fronteggiare questi costi, ma il conto del programma contenuto nel contratto giallo-verde si preannuncia già molto salato per le casse dello Stato.

 

Francesco Gagliardi

 

Fonte immagine: quotidiano.net

Francesco Gagliardi

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