Picchiato a morte: Procura minori, Antonio Stano "bersaglio facile"

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TARANTO, 30 APRILE - La scelta del "bersaglio facile, della persona debole e sola consentiva agli au...

TARANTO, 30 APRILE - La scelta del "bersaglio facile, della persona debole e sola consentiva agli autori del reato di pensare a una certa impunità, perché non vi era risposta né all'interno della cerchia familiare né, ahimè, dall'esterno". 

Così il procuratore per i minori di Taranto, Pina Montanaro, nell'illustrare ai giornalisti i dettagli dell'inchiesta sulla morte del 66enne pensionato di Manduria (Taranto), Antonio Stano, deceduto il 23 aprile scorso dopo aver subito aggressioni e violenze da una baby gang. 

Il procuratore ha sottolineato "l'individuazione consapevole del bersaglio, una persona tra virgolette diversa e debole". Al signor Stano "sin dal 2005 - ha aggiunto Montanaro - avevano diagnosticato problemi di natura psichica, ma soprattutto era un soggetto che viveva in uno stato di profondo disagio sociale". 

"Persino nei video in cui cerca in qualche modo di chiedere aiuto a fronte delle aggressioni - ha proseguito - ci sono le urla disperate della vittima che continua a dire: 'sono solo, sono solo'. Questa era la sua condizione quotidiana. Viveva in questa condizione".

 Il procuratore ha poi aggiunto che "ci sono addirittura dei file audio in cui gli indagati, esaltando la propria azione nei confronti del signor Stano, esprimono soddisfazione nell'essere riusciti a traumatizzarlo, tanto da rendersi conto che la sola loro vista creava ormai terrore in questa persona. E' una sorta di esaltazione continua attraverso il web, e credo che questo ci debba in qualche modo far interrogare". 

"E' una cosa impressionante - ha concluso Montanaro - non c'è strattonamento, non c'è sputo, non c'è aggressione, non c'è violenza che non sia stata ripresa e mandata nel web. E' tutto documentato dagli stessi autori del reato, è tutto ripreso e trasmesso via web"

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