Renzi contro Raggi "No a Olimpiadi per paura? Cambi mestiere"

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PRATO, 24 Settembre - Cambio di approccio sulla giunta Raggi da parte del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Molto più attendista nei giorni passati, oggi il premier, durante un comizio a supporto del Si per il referendum, ha attacco il sindaco Raggi e l'amministrazione 5Stelle sul tema Olimpiadi. Inoltre, Renzi ha approfondito il tema Europa ed ovviamente la questione referendum. 

Una stoccata forte da parte di Matteo Renzi a Virginia Raggi. Se nelle apparizioni pubbliche nei giorni passati il premier era sembrato più cauto ed aveva "accettato" le scelte del Movimento 5 Stelle a Roma riguardo le Olimpiadi, oggi, invece, è stato più polemico nei confronti del sindaco Raggi. "Non si fermano le grandi opere, si fermano i ladri. Se invece dici 'no' e hai paura, preferisci non metterci la faccia, hai sbagliato mestiere".

Fa leva sulla competenza e il coraggio del Movimento, che, a detta del Presidente del Consiglio, sono mancate con questa scelta. "Il fatto di dire che non si fanno le Olimpiadi per timore della corruzione è un'incredibile ammissione di incapacità da parte della dirigenza di quella città  le Olimpiadi non sono domani mattina. E se tu hai davanti otto anni, se hai un minimo di credibilità e autorevolezza, tu i ladri li cacci."

Paragona, poi, il tema Olimpiadi alla situazione italiana ed al referendum. "L'immagine del 'no' alle Olimpiadi è la straordinaria metafora di cosa significa l'Italia del 'no'. Spero che i consiglieri comunali abbiano un sussulto di riflessione. Mi piange il cuore per i posti di lavoro persi".

Rimane, in ogni caso, il suo pieno appoggio alle istituzioni comunali. Senza distinzioni di colore politico Renzi dichiara che: "Non credo sia il momento di utilizzare le difficoltà dei nostri sindaci per sparare addosso a qualcuno. Quando un Comune come Roma è in difficoltà compito del Governo non è fare ironia ma dare una mano. Prima dei partiti c'è l'Italia".

Renzi ritorna sull'Europa e ribadisce il suo appello a fare di più: "L'Italia non avrebbe mai accettato di essere compartecipe di un disegno al ribasso, di vivacchiare, l'Italia non potrà mai accettare che la Ue sia solo un luogo di burocrazia. Le regole le devono rispettare tutti anche chi come la Germania ha un surplus, che se investito avrebbe dato una mano. È finita l'epoca degli egoismi, tutti. Se pensano di intimorire me, hanno sbagliato persona e se pensano di intimorire l'Italia non sanno cosa sia l'Italia".

Il premier chiude con il referendum, non risparmiando critiche al fronte No. Ma cerca toni riconcilianti con i grandi nomi del PD, primo su tutti Massimo D'Alema. Ma sottolinea come, a suo dire, l'Italia è davanti ad una scelta importante: rimanere fermi per altri 20 anni oppure guardare al futuro con una revisione costituzionale importante. "Ho grande rispetto per D'Alema perchè ogni volta che siamo in difficoltà, lui c'è sempre. Quando può dare una mano, non la fa mai mancare mettendosi dalla parte sbagliata. Ha detto recentemente sulla riforma costituzionale una serie di cose impressionanti. Questa è un'occasione che non ricapita. Su questo l'Italia si gioca 20 anni di futuro e di speranza. Io farò il globe trotter in giro per l'Italia. Prenderò qualche fischio? C'è chi fischia e chi rischia. Io sono tra coloro che rischiano...".

Leonardo Cristiano

immagine da: lanazione.it

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