Renzi: "Siamo la più grande comunità politica d'Europa. Basta ai litigi interni"

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IMOLA, 24 SETTEMBRE – Il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, ha tenuto il discor...

IMOLA, 24 SETTEMBRE – Il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, ha tenuto il discorso di chiusura della festa nazionale dell’Unità dal palco di Imola. L’ex premier ha aperto il proprio intervento rivolgendo un ringraziamento a tutti i volontari che hanno consentito di organizzare “le mille feste del PD in questa stagione”, in particolar modo ai “maestri come Vittorio, volontario alla 71esima festa dell’Unità” cui va il merito di insegnare cosa significhi “essere cittadini con la c maiuscola”.

“Siamo la più grande comunità politica d’Europa, da noi votano in milioni e questo spesso ci viene disconosciuto” ha quindi dichiarato Renzi, ricordando inoltre di non “essere dipendenti di un’azienda privata, ma cittadini di un Paese che si chiama Italia” e che scelgono il proprio leader “non sulla base di un principio dinastico, ma democratico”. Chiaro, dunque, il riferimento al MoVimento 5 Stelle e alle recenti “primarie online”, dove si è imposto Luigi Di Maio con 30mila voti su circa 37mila votanti.

Il discorso del segretario è poi proseguito con un augurio di buon lavoro ai giornalisti, che il PD “non aggredisce, anche quando non è d’accordo, perché in democrazia il giornalismo è fondamentale”. Tradotto: altra frecciata alla compagine pentastellata, nel corso dei cui festeggiamenti sono state rivolte urla e insulti all’inviata di RaiNews Enrica Agostini.

Stoccata anche alla Lega di Matteo Salvini, fresco di visita in Corea del Nord con l’iconico senatore Antonio Razzi: “Quando c’è da scegliere il ministro degli Esteri qualcuno sceglie Razzi, qualcuno Gentiloni” ha dichiarato l’ex premier, che ha poi ribaltato il motto “Roma Ladrona” in “Lega ladrona”, sottolineando gli scandali che hanno colpito il carroccio, “dalle lauree comprate in Albania ai diamanti portati in Tanzania, una globalizzazione della truffa”.

Renzi ha poi parlato di elezioni e campagna elettorale, ammonendo dal seguire un modello di sinistra “come quella di Bertinotti, rivendicativa e vendicativa, che ha rotto il patto di governo e fatto vincere la destra”. Venendo al tema divisioni interne, il leader del PD ha poi invitato ad “uscire dalla modalità litigio, con discussioni che lasciano il tempo che trovano, ora che si è in campagna elettorale”.

L’avversario, alle urne, saranno le forze populiste. Per il segretario “sarà una partita difficile, visto che i populismi giocheranno ogni carta in Italia” alla luce delle recenti sconfitte nel resto d’Europa. Il PD, per Renzi, è l’unico argine nella penisola: “o vinciamo noi, o vincono loro, quelli che urlano, i populisti. E per evitare che vincano, dobbiamo evitare di rispondere alle provocazioni”.

Sul capitolo tasse, l’ex premier ha rinnovato l’impegno ad abbassare la pressione fiscale (“arrivata a livelli insopportabili”) e a creare posti di lavoro, affermando che “è inutile sventolare il Jobs act se c’è ancora disoccupazione giovanile e al Sud”. L’ex sindaco di Firenze ha poi lanciato il guanto di sfida a Di Maio e Salvini, che parlano di “discontinuità” con il presente governo: “volete togliere gli 80 euro agli italiani, licenziare 100mila insegnanti assunti o rimettere la tassa sulla prima casa?”.

Renzi ha inoltre espresso il proprio apprezzamento per l’operato del governo, ringraziando il ministro Minniti per il suo lavoro nel settore della sicurezza e garantendo di “sostenere con forza l'impegno dell’esecutivo Gentiloni, al quale va il nostro abbraccio ed affetto”.

Il leader del PD ha poi rivendicato il successo del PD nel far uscire il Paese dalla crisi, definendolo però solo “il primo tempo”. Il secondo tempo, sarà invece “portare l’Italia in Europa a guidarla”. Renzi ha poi auspicato un “Europa con la E maiuscola, dove sia colmata la mancanza di democrazia dal basso, per dare ai cittadini la possibilità di decidere davvero”.

In chiusura, il segretario ha concluso affermando che l’Italia “non merita chi offende e insulta, ma ha bisogno di persone perbene e solide”, salutando la folla che lo ha ascoltato con un “Viva il PD, viva l’Italia che è viva, forte e combatte insieme”.

Paolo Fernandes

Foto: money.it

 

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