Resoconti e prospettive per il nuovo anno

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Se proviamo ad indicare alcune questioni tra le più eclatanti dell’anno appena passato, la bilancia pende inesorabilmente verso la preoccupazione e l’incertezza sociale. Senza lamentarsi e piangersi addosso non si possono certo nascondere le vittime di guerra nel mondo e l’aumento dei profughi che scappano dalla violenza e dalla miseria, assieme alla paura “iniettata” nel profondo sociale di ogni comunità; i danni irreparabili dell’inquinamento atmosferico; le morti silenziosi di un numero infinito di bambini ammalati e mal nutriti, ma mi fermo qui! Sul fronte istituzionale, le turbolenze europee; il terrorismo sempre di più selvaggio; gli assetti interni in molti stati membri, tra cui l’Italia; la nuova era americana. Il tutto farà di questo nuovo anno una base interessante di acceso confronto sociale e politico. Per noi credenti c’è da sottolineare l’importanza del Giubileo sulla misericordia che sicuramente influirà positivamente sul mondo intero.

Nel Giubileo cristiano noi avremmo dovuto restituire all’umanità intera tutto ciò che le abbiamo preso, defraudato, usurpato con i nostri peccati. Avremmo dovuto darle anche una santità più grande al fine di elevarla spiritualmente e moralmente in ogni settore della sua vita. In questi giorni di feste natalizie è tornata alla ribalta la figura della Madre di Gesù. Non vorrei che rimanesse solo una immagine temporanea, per poi finire nel cassetto delle ricorrenze forse più accreditate. La Santa Vergine, specie per chi crede, non può essere soltanto un nostalgico momento da rivivere nei momenti di difficoltà o di festa comandata. Deve essere piuttosto un modello permanente di riferimento, in grado di guidare ognuno, dinnanzi alla “pattumiera” sociale, politica ed economica che spesso determina il nostro futuro. Il mondo intero, in ogni suo segmento, ha bisogno di un nuovo orizzonte indiviso nella Vergine Maria.

La sua perfezione è insostituibile per arginare la deriva di un mondo sempre pronta a rispolverare i tanti vitelli d’oro, al centro del decadimento della realtà. Auguro perciò per tutti un tempo di grazia, capace di sollecitare l’Umanità a riprendere il cammino verso l’amore di Dio; a distaccare la propria vita dal peccato; a ricominciare nel perdono, mai negato a chi rinnova il suo patto di vera fede con il Signore; a ricostruire un mondo migliore. Qualsiasi tavolo istituzionale, di grandi o piccoli rappresentati politici ed economici, in nessun caso potrà avere l’effetto sperato di ristabilire la pace e l’equità sociale, se non saranno iscritti al primo rigo “dell’agenda quotidiana” le leggi universali della Parola evangelica. Ordinamenti sapienziali consegnati ad ogni essere vivente per salvarsi, redimersi e contribuire alla realizzazione di un tempo di pace e di benessere comune.

Se intorno a noi e oltre le cose non vanno bene è perché spesso si vive in piena omissione del dettato celeste. Necessita perciò tenere presenti due indirizzi essenziali, tra tanti altri, in questo nuovo tempo che si è schiuso davanti a noi. 1) “Ricordarsi sempre che non veniamo da noi stessi, ma da Dio”. 2) “Testimoniare all’altro, qualsiasi sia il nostro ruolo sociale, i valori eterni dei comandamenti e delle beatitudini”. Non è una impresa difficile, perché tutto questo dovrebbe essere il naturale percorso di ognuno, anche se gli effetti esterni che vanno in tutta altra direzione ci tentano e ci deviano verso altri comportamenti. I risultati sono di fronte a noi. Fare un passo avanti per il 2017 ci aiuterà a fortificarci e a ripararsi dagli stimoli truccati esterni. Vale la pena metterci alla prova. La nostra vita sarà più chiara per noi e luce per il prossimo.





Egidio Chiarella

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