Responsabilità e virtù del singolo

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L’uomo in diverse occasioni non sa regolare tutto ciò che ha costruito per agevolare e ...

L’uomo in diverse occasioni non sa regolare tutto ciò che ha costruito per agevolare e qualificare la sua esistenza terrena. Ognuno così è titolato ad invocare una neo norma “risolutrice” che possa fermare l’improvvisazione sapienziale che dilaga, investendo senza filtri prudenziali e chiari parametri quell’equilibrio pubblico e privato che regge le comunità. Più volte in un contesto del genere non ci sono alla fine vinti o vincitori, ma individui “massacrati” mediaticamente, al di là di ciò che sarà la vera condizione determinata da eventuali gradi di giustizia ordinaria. I fatti di cronaca quotidiani ci offrono lo spunto per verificare una tendenza del genere. Ci si divide ogni giorno su colpevolisti o innocentisti e da qui si affossano o si falsificano verità universali non negoziabili, pur di mettere una pezza alla propria coscienza scossa dal fatto del giorno. 

Non ci si preoccupa di scavare nella profondità di una crisi che avvolge l’uomo e che di frequente giunge fino al capolinea. In questo clima l’errore del singolo tinge di nero l’insieme professionale, politico, istituzionale, religioso, sociale, da lui rappresentato. Un modo assodato di alimentare la sfiducia nelle varie forme democratiche comunitarie, per le quali intere generazioni hanno lottato per la loro affermazione. Un prete ad esempio che sbaglia non è la Chiesa che sbaglia. Un politico corrotto non è lo Stato. La responsabilità è un fatto personale. È bene avere perciò gli occhi di una madre che vedono sempre dal cuore e non con quelli della contingenza momentanea. Al contrario le tante forme di comunicazione odierna sono a piè sospinto propense ad annebbiare gli occhi e il cuore, pur di esaltare la notizia e farne un cavallo di battaglia per la crescita dell’audience. 

Un tale ragionamento non vuole in nessun modo sminuire la straordinaria capacità di ognuno di potersi connettere in modo veloce e variegato, amplificando l’azione umana in direzione di un progresso sostenibile ed eticamente maturo. Si presta comunque a sollecitare, con serenità e in positivo, la mente di chi è predisposto all’ascolto di un messaggio cristiano. Due infatti sono gli obiettivi da considerare: l’importanza di essere responsabili in prima persona di tutto ciò che si compie quotidianamente; la necessità conseguente di farsi sempre guidare e accompagnare dalle quattro virtù cardinali (Prudenza, Giustizia, Fortezza, temperanza). Leggo su alcuni appunti di discernimento sacerdotale: “La vera etica, non parla di morale cristiana, dice che ogni uomo è responsabile di tutto ciò che fa, dice, pensa, desidera, vuole.

Se venisse soppresso questo principio antropologico, ognuno potrebbe fare ciò che vuole senza alcuna responsabilità. Questo principio va osservato dall’uomo e dalla donna, dal giovane e dall’adulto, da chi è debole e da chi è forte, da chi comanda e da chi obbedisce, da chi ammaestra e da colui che è ammaestrato, formato, educato alla vera etica. Parole che indicano una strada per non perdersi e nello stesso tempo tracciano la stella polare per non smarrire l’orientamento spirituale e materiale dovuto. Qualsiasi responsabilità soggettiva da esprimere come medici, avvocati, operai, genitori, figli, amministratori, dirigenti, dipendenti, imprenditori, professionisti in ogni campo, necessita di affondare di continuo le sue radici nella prudenza, ma anche nella fortezza, nella giustizia e nella temperanza.



Egidio Chiarella
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