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Sanità:sindaci,non taglio guardie mediche o dimissioni massa

Calabria > Catanzaro

Sanità:sindaci,non taglio guardie mediche o dimissioni massa ."Soppressione postazioni equivale fine continuità assistenziale"
CATANZARO, 20 FEB "Siamo tutti pronti a dimetterci in massa". È quanto affermano, come riporta un comunicato diffuso dall'ufficio stampa del Comune di Catanzaro - numerosi sindaci della provincia di Catanzaro pronti a rimettere il proprio mandato "se i commissari prefettizi nominati alla guida dell'Asp di Catanzaro non dovessero ritirare la delibera del 13 febbraio 2020 con cui vengono soppressi i due terzi delle postazioni di Guardia medica che ricadono nel territorio degli 80 Comuni che fanno parte dell'Azienda sanitaria provinciale con particolare riferimento a quelle dei centri più piccoli, sempre più disagiati a causa della distanza da quelli maggiori".

"I sindaci hanno anche chiesto alla presidente della Regione, Jole Santelli - è detto ancora nel comunicato - di partecipare alla riunione della Conferenza dei sindaci dell'Asp che si terrà il prossimo 4 marzo al Palazzo della Provincia di Catanzaro. Sopprimendo ben 35 postazioni sulle 60 attuali si determina, di fatto, l'annullamento della continuità assistenziale in molti Comuni: in questo modo i presidi assistenziali verrebbero a trovarsi distanti anche quasi venti chilometri fra strade tortuose, di montagna, spesso impraticabili dalla postazione più vicina".

"La decisione dei commissari dell'Asp - riporta ancora il comunicato - appare ai più contra legem per alcuni fondati motivi: mancanza di concertazione preventiva con l'assemblea dei sindaci; 2) violazione del DPGR n. 94/2012, con esplicito riferimento all'allegato A, che in modo inequivocabile assegna all'Asp di Catanzaro 50 postazioni di Guardia Medica a fronte delle 25 decretate attualmente dai vertici dell'Asp; mancanza della contestuale riorganizzazione della rete ospedaliera e della rete delle patologie complesse per garantire una idonea e opportuna copertura dei territori calabresi; contrasto palese con il combinato disposto della legge cosiddetta Realacci e delle politiche governative (es. Strategia delle aree interne) che, al contrario, spingono per la riorganizzazione e l'aumento complessivo dei servizi nei Comuni interni al fine di un efficace contrasto allo spopolamento, con l'aggravio di perdita di posti di lavoro per i sanitari che svolgono il proprio servizio con abnegazione e tra mille difficoltà". "Per queste ragioni - è detto ancora nel testo - esprimiamo fortissimo dissenso rispetto a una scelta che riteniamo scellerata.

Chiediamo ai commissari dell'Asp di revocare immediatamente il provvedimento. Al riguardo, pur chiarendo di non essere disposti a trattare sull'immediata revoca delibera, si fornisce, fin d'ora, piena disponibilità all'avvio di un percorso sinergico finalizzato a raggiungere i livelli minimi di assistenza previsti per legge". Il documento è stato sottoscritto dai sindaci di Catanzaro, Lamezia Terme, Miglierina, Cicala, Serrastretta, Gimigliano, Vallefiorita, Carlopoli, Cardinale, Gizzeria, Jacurso, Taverna, Zagarise, Pentone, Martirano Lombardo, Albi, Magisano, Sorbo San Basile, Fossato Serralta, Sersale, Montepaone, Chiaravalle, Platania, San Mango d' Aquino, San Pietro Apostolo, Settingiano, Pianopoli, Andali, Girifalco, Motta Santa Lucia, Cenadi, Cerva, Stalettì, Borgia, Tiriolo, Marcedusa, Soveria Mannelli, Sant'Andrea Jonio, San Floro, Palermiti, Amaroni, Torre di Ruggero, Gasperina, Feroleto Antico, Marcellinara, Soveria Simeri, Martirano, Olivadi, Sellia Marina, Caraffa di Catanzaro, Nocera Terinese, Isca, Guardavalle e Cortale.