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Segnalò falla di Messenger, Facebook cancella stage a studente

Campania

PALO ALTO, 17 AGOSTO 2015 - Aran Khanna, studente di informatica e matematica ad Harvard, avrebbe dovuto cominciare uno stage presso Facebook . Tuttavia, dopo aver reso noto a tutti lo scorso maggio una falla di Messenger, la chat legata al social network di Mark Zuckerberg, di cui nessuno era a conoscenza, a parte i sistemisti di Facebook, Khanna s’è visto revocare lo stage. [MORE]

Messenger condivide automaticamente la posizione degli utenti con cui si sta chattando. La cosa era risaputa a Palo Alto da almeno tre anni. Prima del previsto inizio del suo stage, lo studente Aran Khanna se ne è accorto e ha pubblicato sul proprio blog un'applicazione chiamata Marauder's Map, un'estensione di Chrome che permette di "seguire" gli amici, ma anche le persone presenti nella stessa chat di gruppo, proprio attraverso la falla di Messenger. Dopo la pubblicazione su Twitter, Marauder's Map è diventata virale, tanto da arrivare a essere scaricata 85.000 volte in pochi giorni.

A quel punto Facebook aveva chiesto al proprio futuro stagista di disattivare immediatamente la app e di non parlare con la stampa. Aran aveva raccolto “l’invito” disattivando la app. Nonostante ciò, tre giorni dopo la disattivazione dell'estensione, Khanna ha ricevuto una telefonata da Facebook che gli rescindeva lo stage previsto per l’estate, in quanto l'estensione violava le condizioni d'uso che gli utenti accettano iscrivendosi a Facebook e il post sul suo blog non era adeguato agli "elevati standard etici" circa la privacy degli utenti che l'azienda si aspetta dagli stagisti.

Ad una settimana di distanza dall’accaduto, la società rilasciò un update della app di Messenger: "Con questo aggiornamento avete pieno controllo di come e quando condividere le informazioni sulla propria posizione".

Il fatto è venuto alla luce soltanto ora, dopo che lo studente ha pubblicato un elaborato sull'accaduto. A suo dire il problema "etico" non era dovuto tanto all'estensione quanto al fatto che nel post si descriveva il modo in cui Facebook raccoglie e condivide le informazioni di geolocalizzazione degli utenti.

Facebook ha replicato affermando che l'estensione approfittava «dei dati di Facebook in un modo che viola le nostre condizioni, e tali condizioni esistono per proteggere la privacy e la sicurezza delle persone». Dato che Aran Khanna non ha tolto l'estensione ma l'ha soltanto disabilitata, Facebook ha ritenuto che egli stesse consapevolmente violando tali condizioni: «Non cacciamo i dipendenti perché rendono note le falle relative alla privacy, ma prendiamo molto sul serio quando qualcuno usa male i dati degli utenti e mette in pericolo le persone».
«Possiamo ragionevolmente aspettarci che Facebook o altri soggetti che abbiano interesse a raccogliere e condividere dati personali siano dei guardiani della privacy di cui ci si può fidare?», si chiede lo studente.

[foto: zeusnews.it]

Antonella Sica