Sicurezza, Salvini e Di Maio rispondono ai disobbedienti

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ROMA, 4 GENNAIO - Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, a Chieti per la prima tappa del tour el...

ROMA, 4 GENNAIO - Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, a Chieti per la prima tappa del tour elettorale in Abruzzo, ha risposto alle proteste sollevate in questi giorni da alcuni sindaci italiani in merito all’applicazione del suo Decreto Sicurezza.

"Molti sindaci che contestano il Decreto Sicurezza non lo hanno letto perché vengono garantiti il diritto alla salute, il diritto allo studio a tutti, i bambini non si toccano e non possono essere espulsi. Semplicemente non si regalano altri diritti ai furbetti come veniva fatto fino a ieri". Ha affermato Salvini.

Continua poi il Ministro: " C'è qualche sindaco incapace siccome non sa gestire Palermo, Napoli, Firenze e altre città, si inventa polemiche che non esistono. Immigrati regolari e perbene, i profughi veri, avranno più tutele con questo decreto; i furbetti e i finti profughi, spacciatori e stupratori, tornano a casa loro. Io vado avanti, sono convinto di fare gli interessi degli italiani, degli immigrati regolari perbene e dei profughi veri".
“Per me la polemica non esiste, c'è una legge dello Stato, firmata dal presidente della Repubblica, applicata dal 99% dei sindaci". Ha concluso Salvini.

Il vicepremier Luigi Di Maio si è schierato a fianco del Ministro Salvini, rafforzando la sua opinione: "Ci sono sindaci che ragionano "se aprire o chiudere i porti. Vorrei ricordare che non hanno nessuna autorità per legge e quindi questo dimostra che tutte queste dichiarazioni fanno parte di una grande occasione per fare un po' di campagna elettorale e chiedere un po' di voti ai cittadini. “Nessun Governo – prosegue Di Maio - dirà mai ad un sindaco di disobbedire ad una legge dello Stato. Come Governo non lo diremo perché l'abbiamo sostenuta e la portiamo avanti”.

Federico Ferro

fonte immagine cronachedi.it

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