Sms: che mania!

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“Ehi! Ti è arrivato un messaggino…” recita, o meglio, esegue una delle tan...

“Ehi! Ti è arrivato un messaggino…” recita, o meglio, esegue una delle tante suonerie per “SMS” che impazzano nel mondo dei telefoni. Ma che significa sms? Short message service, ovvero servizio di messaggi brevi. Brevi? Ne siamo proprio certi? Cellulari che contengono 10 pagine di testo per un messaggio breve? Ormai oltre ai social network, come Facebook, anzi prima della sua nascita, gli sms sono diventati il mezzo più facile per comunicare, specie tra i giovani. Le numerose offerte al riguardo, che i gestori di telefonia mobile propongono ai loro utenti, sono una dimostrazione della nuova tendenza, che va sempre più verso la modernità allontanandosi dalla tradizione.

A chi non è capitato di entrare in ascensore e vederne i “passeggeri” impegnati a smanettare col cellulare? La “digitomania” impazza sempre di più, agevolata dal T9, sistema di scrittura facilitata per cellulari, che ha i suoi pro e contro.

Avete mai letto un tema degli adolescenti di oggi? “Tvb”, “X”, “Cm”, “Xkè”, alcune delle abbreviazioni in voga che, però, vuoi per l’abitudine ad utilizzarle, vuoi perché fa tendenza, sono entrate anche nel nostro linguaggio giornaliero, scritto e parlato. Alcune forme sono state addirittura inserite, come neologismi, nel dizionario della lingua italiana. Se chiedete ad un giovane il significato di “Babbiare” tutti sapranno rispondervi: “Scherzare, prendere in giro”, se però la domanda riguarda una parola più complicata e soprattutto italiana, tipo “Altore”, in pochi sapranno dirvi che vuol dire: “che nutre”, come ricorda il nostro Manzoni. Non solo, i più se ne discosteranno, bandendo il termine come “antico”! Di questi passi che fine farà la tanto amata lingua della cultura? Alessandro Manzoni e anche noi ce lo chiediamo.

Tra un ticchettio e l’altro, inoltre, la gente si distacca sempre più dal mondo che la circonda. Non si saluta più cordialmente, non si saluta proprio! La testa china sul telefonino a scrivere, il più delle volte distratti anche dalla musica dell’i-pod che rimbomba nelle orecchie! Un mondo sovrappopolato, sì, ma di gente sola, che non guarda negli occhi il proprio vicino sulla metropolitana, non restituisce un sorriso al vecchietto gentile che non sa che succede o un “marameo” al bimbo che gioca e che non si accorge di quello che sta introno, lasciandosi sfuggire immense opportunità di vita. Modernità o tradizione? Forse il vecchio motto “in medio stat vitus” sarebbe la soluzione ideale.
 

 

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