Sulla strada del futuro
"La spir@le della conoscenza" Lazio

Sulla strada del futuro

martedì 12 febbraio, 2013

ROMA, 12 FEBBRAIO 2013 – Le cosiddette “megacities”, le città con più di dieci milioni di abitanti, come Mosca e Pechino, convivono quotidianamente con la minaccia dei super ingorghi stradali. Secondo l’ONU entro il 2030 cinque miliardi di persone abiteranno in contesti urbani e l’automobile risulterà essere un mezzo di trasporto inadeguato, desueto, inadatto a raccogliere le sfide della mobilità delle megalopoli del futuro. [MORE]

A chiedersi come dunque ci sposteremo, sono soprattutto le case automobilistiche che da tempo finanziano costosi progetti di ricerca “think thank” sulla mobilità dei prossimi decenni, nella speranza di individuare le macro-tendenze, come e-bikes, già oggi alla base di un potente green business ancora in via di sviluppo. Non mancano proposte visionarie, degne dei migliori film di fantascienza, come ad esempio il progetto Shweeb, finanziato da Google, che prevede una rete di ovovie con cabine attivate a pedale e appese a una mono rotaia a sei metri di altezza, lungo la quale si sfreccerà a 45 km/h. La mobilità a impatto zero è tra gli obiettivi del “Green Way Primiero”, il progetto di tutela del territorio dolomitico, che prevede l’introduzione nelle valli di veicoli elettrici e postazioni di bike e car sharing. Non meno rivoluzionario è lo Straddling Bus, presentato all’Expo di Shanghai nel 2010: un bus con i trampoli, in grado di viaggiare sopra il livello delle auto grazie a guide installate ai cigli delle strade, efficienti come quaranta autobus convenzionali.

Più che di introduzione di futuristici mezzi di trasporto, sarà soprattutto l'informatica e la possibilità di comunicare dati geolocalizzati in tempo reale, a rivoluzionare il modo in cui ci muoveremo nelle megacities.
Nelle città “parlanti in tempo reale” del futuro, le “senseable cities”, ogni cittadino fungerà da sensore e la mobilità risulterà ottimizzata da applicazioni in grado di suggerire, ad esempio, percorsi intelligenti per evitare gli ingorghi e per scongiurarne la formazione, o magari coordinare una rete di minibus elettrici e taxi intelligenti, capaci di disegnare sul momento il proprio percorso, così da portare più persone a destinazione nel minor tempo possibile, con ovvi risparmi energetici. Tutto questo grazie ad apps installate su cellulari e smartphones; è stato calcolato che negli ultimi anni, grazie ai cellulari, abbiamo prodotto più dati di quanto abbia fatto l’intera umanità nel corso dei secoli. E proprio dalla nostra capacità di ascoltare dipenderà la sostenibilità della mobilità nel superaffollato mondo che ci attende.


Rosangela Muscetta [http://www.economia.conoscenza.itc.km.blogspot.it]
 


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