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Aziende e esigenze di sviluppo immediato

Lazio

ROMA, 11 LUGLIO 2014 – Sebbene il mondo aziendale sia rapido nell’adottare e investire nelle tecnologie social, mobile e cloud, la crescente diffusione negli ultimi tempi di queste ultime tecnologie, ha creato difficoltà all’interno delle imprese. [MORE] Per poter realmente cogliere i vantaggi strategici derivanti da questi potenti asset, è necessario un cambiamento radicale nel bagaglio di competenze delle stesse realtà aziendali interessate. I Big data, ad esempio, richiedono, nuove figure professionali, tra cui il Data Scientist, mentre i progressi registrati nelle tecnologie per la mobilità e i social network richiedono una riqualificazione dell’architettura delle interfacce grafiche. Competenze specifiche che purtroppo non sono sempre reperibili all’interno. Nei prossimi anni si prevede la richiesta di persone qualificate in ambito STEM (science, technology, engeneering e math), ma l’offerta di queste tipologie proporzionali sta crescendo smisuratamente rispetto all’evoluzione della domanda. Solo investendo in programmi mirati e creando reali opportunità per l’approfondimento nelle specializzazioni potrà nascere una vera generazione di ‘nuovi innovatori’.

La grande diffusione del cloud computing, della mobility e di altri progressi della tecnologia ha portato a trasformazioni fondamentali nelle modalità di creazione e utilizzo delle applicazioni. Le applicazioni possono, infatti, ora essere assemblate rapidamente con componenti in-house e sviluppati da provider magari residenti anche in sedi parecchio dislocate tra di loro. Oggi più che mai il settore ICT ha la possibilità di assumere il ruolo di assemblatore di applicazioni e broker di servizi per il business, concentrandosi sempre più sulla necessità di raggiungere nuovi livelli di velocità, di innovazione ed efficienza dal punto di vista del rapporto costi/ rischi.
Al centro di questo contesto assume particolare rilievo il cloud computing che funge da acceleratore per l’adozione di altre tecnologie dirompenti, quali il social e lo stesso mobility. Molte aziende, purtroppo però, sono ancora ferme nelle prime fasi di adozione di questa tecnologie, e probabilmente si troveranno a fare i conti ancora una volta con la crescente crisi di personale specializzato all’interno, che di contro, potrebbe portare ad una maggiore diffusione delle cloud pubbliche e private in hosting esterno.

La user experience sarà il focus principale di questi cambiamenti, in un’ottica in cui sviluppatori e operatori IT lavorano insieme per velocizzare la distribuzione di nuovi servizi. Su piattaforme mobile/social, occupandosi sempre meno di amministrare e proteggere dispositivi e focalizzando invece l’attenzione sulla gestione della sicurezza delle applicazioni e dei dati di tipo mobile.
Per rispondere alle nuove sfide tecnologiche si possono offrire agli utenti strumenti di sicurezza pratici, semplici, ma automatizzati sul back end, accompagnandoli ad una strategia di previsione, prevenzione e preparazione.

Rosangela Muscetta [www.economia-conoscenza-itc-km.blogspot.it]