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Terremoto nel Golfo di Napoli: scossa di magnitudo 5.9 registrata tra Capri e la costa campana

Nicola Cundò
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Terremoto nel Golfo di Napoli: scossa di magnitudo 5.9 registrata tra Capri e la costa campana
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Sisma profondo nel Tirreno: evento registrato dall’INGV poco dopo mezzanotte

Un terremoto di magnitudo ML 5.9 è stato registrato nella notte tra il 9 e il 10 marzo 2026 nell’area del Golfo di Napoli, in prossimità dell’isola di Capri. La scossa è stata rilevata dalla Sala Sismica dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) di Roma, che monitora costantemente l’attività sismica sul territorio italiano.

Il sisma si è verificato alle 00:03:48 del 10 marzo 2026 (ora italiana), corrispondenti alle 23:03:48 UTC del 9 marzo. Nonostante la magnitudo significativa, l’evento risulta quasi impercettibile nella zona epicentrale, soprattutto a causa della profondità molto elevata dell’ipocentro, pari a 414 chilometri.

I dati tecnici del terremoto registrato tra Napoli e Capri

Secondo le prime analisi diffuse dall’INGV, il terremoto presenta le seguenti caratteristiche:

  • Magnitudo: ML 5.9
  • Data e ora: 10 marzo 2026 – ore 00:03:48 (ora italiana)
  • Ora universale (UTC): 09 marzo 2026 – 23:03:48
  • Coordinate geografiche: latitudine 40.5237 – longitudine 14.1318
  • Profondità: 414 km
  • Area epicentrale: Golfo di Napoli – Capri (Napoli)
  • Localizzazione: Sala Sismica INGV – Roma

Gli esperti sottolineano che i valori di magnitudo e coordinate ipocentrali rappresentano una stima preliminare, basata sui dati disponibili immediatamente dopo l’evento. Eventuali analisi successive potrebbero portare a lievi aggiornamenti dei parametri sismici.

Perché il terremoto non è stato avvertito a Napoli

Nonostante la magnitudo 5.9, la scossa non risulta essere stata percepita in maniera significativa nell’area di Napoli o nei comuni circostanti.

Il motivo principale è la notevole profondità dell’evento sismico, che si è originato a oltre 400 chilometri sotto la superficie terrestre. I terremoti profondi, pur sviluppando una forte energia, tendono a dissiparsi prima di raggiungere la superficie, rendendo l’evento meno percepibile rispetto ai terremoti superficiali.

Proprio per questo motivo, non sono arrivate segnalazioni significative dalla Campania nelle ore successive alla scossa.

Segnalazioni sui social: scossa avvertita nel Nord Italia

Curiosamente, alcune segnalazioni sui social network indicano che la scossa sarebbe stata percepita da alcuni utenti nel Nord Italia, in particolare in Lombardia.

Su piattaforme come X (ex Twitter), diversi utenti hanno utilizzato l’hashtag #terremoto, raccontando di aver avvertito un leggero movimento in città come:

  • Milano
  • Como
  • Bergamo

Si tratta di segnalazioni spontanee che non rappresentano dati scientifici ufficiali, ma che spesso accompagnano gli eventi sismici più profondi, percepiti in maniera diversa a seconda delle condizioni geologiche locali.

Monitoraggio sismico: il ruolo dell’INGV

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) mantiene attiva una rete di stazioni sismiche distribuite su tutto il territorio italiano, che consente di individuare rapidamente:

  • la magnitudo dei terremoti
  • la posizione dell’epicentro
  • la profondità dell’ipocentro
  • la propagazione delle onde sismiche

Questo sistema permette di monitorare in tempo reale l’attività sismica, fornendo dati fondamentali per la Protezione Civile, le istituzioni e la comunità scientifica.

Terremoti profondi nel Mediterraneo: fenomeni rari ma possibili

Eventi sismici con ipocentro superiore ai 300 chilometri sono relativamente rari nel contesto italiano, ma possono verificarsi nel Mediterraneo centrale, dove la complessa struttura tettonica genera movimenti profondi all’interno della litosfera.

Il terremoto registrato nel Golfo di Napoli e Capri rientra proprio in questa tipologia di sismi profondi, che raramente provocano danni ma risultano molto interessanti per lo studio della dinamica della crosta terrestre.


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Scritto da Nicola Cundò

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