Trump blocca l’accordo sui chip: stop all’intesa con HieFo per rischio sicurezza nazionale
Gli Stati Uniti fermano la cessione di tecnologia sensibile: nel mirino i semiconduttori e i legami con la Cina
L’ex presidente Donald Trump ha disposto lo smantellamento di un accordo sui chip informatici del valore di circa 2,9 milioni di dollari, giudicandolo una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Il provvedimento impone alla società acquirente, HieFo Corp., di cedere la tecnologia entro 180 giorni, sulla base di quelle che vengono definite “prove credibili” riguardo alla proprietà e al controllo effettivo dell’azienda.
L’accordo Emcore–HieFo sotto la lente della Casa Bianca
Il contratto, passato quasi inosservato al momento dell’annuncio nel maggio 2024, risale al periodo dell’amministrazione Joe Biden. L’intesa prevedeva che Emcore Corp., azienda attiva nei settori aerospaziale e difesa, cedesse a HieFo Corp. le proprie attività di produzione di chip informatici e wafer.
Il valore complessivo dell’operazione era di 2,92 milioni di dollari, cifra che includeva anche l’assorbimento di circa 1 milione di dollari di passività. Una transazione apparentemente minore, ma che oggi assume un peso strategico rilevante.
Le accuse: “controllo riconducibile a un cittadino cinese”
Secondo l’ordine esecutivo firmato da Trump, esisterebbero elementi concreti che indicherebbero come l’attuale proprietario effettivo della tecnologia sia un cittadino della Repubblica Popolare Cinese. Un aspetto che, nel contesto delle tensioni USA-Cina sui semiconduttori, ha fatto scattare l’allarme sicurezza.
La questione non riguarda solo la titolarità formale dell’azienda, ma soprattutto il controllo della tecnologia avanzata, considerata strategica per settori come difesa, aerospazio e intelligenza artificiale.
Chi è HieFo e perché la tecnologia preoccupa Washington
HieFo Corp. è stata fondata da Genzao Zhang e Harry Moore. Zhang, in particolare, ha un passato di rilievo in Emcore, dove ricopriva il ruolo di vicepresidente dell’ingegneria prima di diventare amministratore delegato di HieFo.
Dopo la chiusura dell’accordo, un comunicato ufficiale spiegava che lo sviluppo della tecnologia acquisita sarebbe rimasto sotto la supervisione dello stesso team di ingegneri con sede ad Alhambra, in California. Zhang aveva inoltre dichiarato l’intenzione di puntare su soluzioni innovative e dirompenti, con applicazioni anche nel campo della intelligenza artificiale.
Chip, AI e sicurezza nazionale: perché il caso è strategico
Il blocco dell’accordo conferma quanto il tema dei chip e semiconduttori sia diventato centrale nella geopolitica globale. Gli Stati Uniti considerano queste tecnologie un asset critico, fondamentale non solo per l’economia digitale ma anche per la sicurezza militare e industriale.
La decisione di Trump si inserisce in una linea dura già vista in passato: limitare l’accesso della Cina a tecnologie sensibili, soprattutto quando queste possono avere applicazioni dual use, civili e militari.
Cosa succede ora: tempi e scenari futuri
HieFo avrà 180 giorni di tempo per cedere la tecnologia o ristrutturare l’operazione in modo conforme alle richieste dell’amministrazione statunitense. In caso contrario, potrebbero scattare ulteriori restrizioni o sanzioni.
Il caso Emcore-HieFo rischia di diventare un precedente importante, destinato a influenzare future operazioni nel settore dei chip, dell’AI e delle tecnologie strategiche, soprattutto quando entrano in gioco investitori o legami con la Cina.
Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?
Iscriviti ai nostri canali ufficiali:
Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.