Uil Scuola: dal voto un grande bisogno di cambiamento

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TORINO, 03 MARZO 2013 - Durante un attivo delle Rsu di Torino, è emerso che la Uil ritie...

TORINO, 03 MARZO 2013 - Durante un attivo delle Rsu di Torino, è emerso che la Uil ritiene sia necessario dare vita ad un «Governo che sia dalla parte della gente, che punti su ripresa economica, valorizzazione del lavoro, investimenti per scuola pubblica, ricerca e innovazione». Per il sindacato, il risultato elettorale fotografa il disagio per la situazione economia e sociale e il grande bisogno di cambiamento e di modernizzazione.

Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola, ha messo in evidenza che «Alle forze politiche presenti in Parlamento compete la responsabilità di un governo, che sia dalla parte della gente, avvii il processo di modernizzazione e punti su ripresa economica, valorizzazione del lavoro, investimenti per la scuola pubblica, per la ricerca e l’innovazione».  

La Uil ha specificato che le prime scelte dovranno rivolgersi al contenimento dei costi della politica e alla qualificazione della spesa pubblica e dunque sono stati rilanciate tre priorità.

AUMENTARE GLI STIPENDI
«Rivendichiamo il riconoscimento del lavoro e delle professionalità del personale a partire dal rinnovo del contratto per il triennio 2014-16. Un piano triennale di adeguamento degli stipendi, ormai non più sostenibili per una professione così importante attraverso un riequilibrio del rapporto tra spesa per l’istruzione e spesa pubblica, individuando risorse con l’eliminazione di sprechi e privilegi».

ASSICURARE STABILITA’
«Serve un piano di stabilità, con immissioni in ruolo sui posti vacanti in organico di diritto, un organico funzionale pluriennale, per reti di scuola».

BUROCRATIZZARE IL SISTEMA SCOLASTICO
«Occorre una vera “rivoluzione ministeriale”, sburocratizzando il sistema e trasformando il ministero da organo di gestione a struttura servente, di supporto e monitoraggio con forte caratterizzazione tecnico-professionale. La scuola, l’insegnamento, la didattica devono essere centrali. Inaccettabile l’ipotesi di blocco delle retribuzioni e dei contratti fino al 2014. La Uil Invertire il trend delle basse retribuzioni nella scuola».

Le questioni verranno poste forzadal sindacato, secondo cui le risorse vanno trovate eliminando sprechi e privilegi. «Le basse retribuzioni degli insegnanti e del personale della scuola sono una delle questioni da affrontare con il nuovo governo rispetto all’ipotesi di blocco delle retribuzioni e del rinnovo dei contratti fino al 2014», sostiene Massimo Di Menna.

La paralisi costituita dal blocco delle retribuzioni e dei contratti,  per Uil Scuola, è tutto inaccettabile. Da 4 a 10 mila euro in meno: è questo il divario, rispetto alla media tra lo stipendio di un insegnante italiano, a inizio e a fine carriera, rispetto ai suoi colleghi degli altri paesi dell’Unione europea (tabella nella fotogallery) . Al massimo della carriera, dopo 35 anni, un docente di scuola superiore in Italia arriva a guadagnare quasi 39 mila Euro lordi l’anno (la media Ue è di quasi 49 mila) un tedesco ne guadagna 63 mila, uno spagnolo 48 mila, un francese 47 mila.

Anche la questione del rinnovo dei contratti per il triennio 2014 -2016, secondo il sindacato dovrà essere collocata all’interno di una nuova centralità della scuola pubblica.  Per Uil è indispensabile attuare un piano triennale di adeguamento degli stipendi, poichè sostiene che non siano più sostenibili per una professione così importante. I portavoce rendono noto che per il punto di vista dei sindacalisti è necessario riequilibrare il rapporto tra spesa per l’istruzione e spesa pubblica, individuando così nuove risorse grazie all’eliminazione di sprechi e privilegi.

Angeletti, segretario generale della Uil ha dichiarato durante un suo intervento: «Abbiamo bisogno di un governo che faccia scelte efficaci a partire dalla riduzione dei costi della politica, delle tasse sul lavoro e degli investimenti nell'industria, al fine di incentivare la ricerca e la scuola».

Gian Luca Cossari

 

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