Vertice di Salisburgo: rimangono le distanze su migranti e Brexit

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SALISBURGO, 20 SETTEMBRE - Il vertice straordinario tra i 27 Paesi Ue tenutosi oggi a Salisburgo che...

SALISBURGO, 20 SETTEMBRE - Il vertice straordinario tra i 27 Paesi Ue tenutosi oggi a Salisburgo che aveva in agenda i temi della sicurezza e della Brexit si è concluso senza trovare reali soluzioni ai problemi discussi.

Formalmente il vertice non prevedeva alcuna discussione sui migranti ma dato che Frontex era uno dei temi del dossier sicurezza era inevitabile che si parlasse anche di immigrazione e di difesa delle frontiere. 

Sull’immigrazione tutti quanti i Paesi Ue si sono dichiarati favorevoli al coinvolgimento di stati terzi come l’Egitto, ma non si sono trovati accordi sulla gestione dei migranti.

Il Premier, Giuseppe Conte, dopo il vertice ha dichiarato ai giornalisti: "Ci siamo detti un po' tutti che dobbiamo arrivare a conclusioni" sui migranti perché "più ritardiamo più andiamo tutti in difficoltà".

"Fermarsi sulle contribuzioni volontarie non è un obiettivo a cui miriamo – ha continuato Conte - Se arriveremo a questo al termine del confronto lo valuteremo, ma il contributo finanziario immiserisce la prospettiva a cui stiamo lavorando. Dovremmo pensare a meccanismi incentivanti e disincentivanti. Non è l'idea di solidarietà a cui stiamo lavorando".

Secondo il Presidente del Consiglio "il caso Diciotti ci vede tutti perdenti. Se l'Europa vuole esprimere una politica in materia di immigrazione vuol dire che mette a punto una strategia, rivede il regolamento di Dublino e quanto prima persegue nuovi meccanismi di gestione collettiva nel segno della solidarietà".

Scetticismo del Premier italiano sulle proposte per modificare Frontex: "La posizione dell'Italia sul progetto Frontex è che sicuramente può avere un ruolo, ma potenziare Frontex fino a diecimila uomini fa anche sorgere problemi circa l'utilità di un tale investimento", infatti ha precisato Conte: "Preferirei che tutti questi investimenti fossero destinati all'Africa", dato che "c'è anche un problema politico, è chiaro che un simile dispiegamento di uomini pone un tema di sovranità. Tutti i Paesi membri è chiaro che sono gelosi, e l'Italia non è da meno".

La cancelliera tedesca Angela Merkel, invece, si dice favorevole al rafforzamento di Frontex: "Abbiamo dato un parere positivo sulla proposta Juncker per un rafforzamento di Frontex", inoltre, ha dichiarato la cancelliera: "ci siamo poco occupati del tema della ridistribuzione perche' era chiaro che non ci sarebbe stato nessun risultato".

Sulla possibilità di fornire un contributo da parte dei paesi che non accolgono migranti interviene anche il premier lussemburghese Xavier Bettel: "Se iniziamo a parlare del prezzo di un migrante, è una vergogna per tutti. Non parliamo di mercati, non parliamo di tappeti o di merci. Parliamo di essere umani".

Per quanto riguarda il secondo grande tema al centro di questo vertice, ossia la Brexit, il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha dichiarato che il piano presentato dalla premier britannica, Theresa May, "non funzionerà in alcuni punti chiave", come ad esempio le intese commerciali post Brexit.

A detta di Tusk, i 27 hanno chiesto "la massima chiarezza possibile" sulle future relazioni commerciali. Per il presidente del consiglio Ue: "Non siamo d'accordo su tutto, né possiamo fare concessioni su tutto: ci sono le quattro liberta' fondamentali e il mercato unico, ecco perché non possiamo accettare l'accordo Chequers". Tusk ha continuato: "Se ci saranno progressi sufficienti" nei negoziati previsti per ottobre ci sarà un summit ulteriore, tuttavia "senza il “grande finale” positivo a ottobre non ci sarà motivo di organizzare un incontro speciale a novembre". Sulle date dell’incontro: "Se ci sarà, sarà nei giorni 17 e 18 novembre".

Duro anche il Premier francese, Emmanuel Macron, secondo cui le proposte della May per le relazioni commerciali post Brexit "non sono accettabili", dato che non rispettano il mercato unico. Ha aggiunto Macron che i 27 Paesi Ue attendono "nuove proposte britanniche a ottobre".

La premier britanniaca, Theresa May, ha replicato definendo il suo piano "l'unica proposta seria e credibile" sul tavolo. A suo parere dal summit è emersa in ogni caso "la volontà di trovare un accordo”. La May si è detta pronta a venire incontro alle riserve dell’Ue presentando "presto nuova proposte" su un dei temi chiave della questione cioé il confine tra Irlanda del Nord e Irlanda.

Secondo la premier britannica tutti "siamo d'accordo che non ci può essere un accordo" di separazione "senza un backstop legalmente vincolante" per mantenere una frontiera aperta in Irlanda, tuttavia questo backstop non può separare l’Irlanda del Nord dalla Gran Bretagna e "dividere il Regno Unito in due territori doganali". Per la May è "essenziale" che il governo riconosca “i bisogni delle persone in Irlanda del Nord", che "vogliono continuare a vivere come oggi" e che l'accordo sia “nell'interesse di tutti i cittadini britannici, inclusi i nordirlandesi".

La May in ogni caso ha assicurato: "Non ci sarà nessun secondo referendum" sulla Brexit e il Regno Unito lascerà l’Ue il 29 marzo 2019. Infine ha minacciato: "Se non ci sarà un accordo accettabile da parte di Londra, siamo pronti a un no deal".

Fonte immagine: twitter.com

Fabio Di Paolo

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