Tre sardi alla scoperta dell'Antartide

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CAGLIARI, 24 GENNAIO 2012- Concordia è una parola che in quest’ultimo periodo si sente ...

CAGLIARI, 24 GENNAIO 2012- Concordia è una parola che in quest’ultimo periodo si sente spesso e che ormai nell’immaginario collettivo richiama un'unica informazione, ossia la tragedia avvenuta, lo scorso 13 gennaio alla nave da crociera con tale nome. Concordia è anche il nome di una base italo-francese situata in Antartide che si occupa di ricerche scientifiche e dove al momento sono presenti tre persone di origine sarda che vi lavorano.

Manuel Caula, perito elettronico, originario di Iglesias, Rodolfo Cabiddu infermiere di Barisardo e Giorgio Deidda cuoco di Oristano stanno ora collaborando nel settore logistico della base. Per partecipare alla missione hanno dovuto affrontare una selezione durissima, quali controlli medici complessi, monitoraggio da parte dell’Agenzia spaziale europea e altro ancora, tutto ciò a causa del carattere estremo dell’esperienza a cui avrebbero dovuto partecipare.

Un’esperienza che presenta numerose difficoltà da affrontare poiché l’Antartide è un continente vastissimo, lontano da raggiungere e disabitato che presenta delle condizioni climatiche che possono variare dallo zero sino a sfiorare temperature di -90°C. Un universo non alla portata di tutti ma che solamente coloro spinti da una forte motivazione possono raggiungere, motivazione che evidentemente i tre sardi possedevano.

Dal 1985, con la costituzione del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA) e con la prima spedizione nel territorio, l’Italia ha avuto modo di conoscere e di eseguire ricerche scientifiche che riguardano i cambiamenti globali, i processi climatici, l’adattamento dell’uomo all’ambiente esterno, tecnologie e altro ancora. Ricerche che nel tempo raggiungeranno risultati sempre migliori soprattutto grazie al contributo dato da tutte quelle persone che dedicano cuore anima a tale missione.
 

Foto da: nemesisrearch.wordpress.com

Cristin Stella

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