Arabia Saudita, Ben Salman apre alle donne: più diritti, ancora vincoli

by Luna Isabella in Societa'13/01/201813
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ROMA, 13 GENNAIO - Per la prima volta in Arabia Saudita le donne accedono negli stadi di calcio per assistere alle partite del campionato professionistico, rigorosamente sedute nei settori riservati alle "famiglie", lontane da tifosi maschi non sposati.

La decisione era stata annunciata lo scorso ottobre dalla Federcalcio locale e rientra nel più ampio tentativo dell'emergente leadership di Riad, incarnata dal trentaduenne principe ereditario Muhammad Ben Salman, di promuovere una radicale riforma nel Paese.

In primis i diritti delle donne, presenti alla partita fra le squadre di Baten e Ahli allo stadio di Gedda, porto affacciato sul Mar Rosso tradizionalmente meno esposto alle restrizioni imposte dalla rigida dottrina religiosa di Stato. In programma nella capitale Riad altre partite aperte alle donne, segregate nel settore "famiglie".

Le riforme sociali avviate nei mesi scorsi su iniziativa dell'erede al trono Ben Salman contemplano la concessione del permesso alle donne di guidare, l'organizzazione dei primi concerti di cantanti pop donne e la riapertura dei cinema dopo un bando imposto per 35 anni.

Si tratta ancora di aperture relative: l'accesso agli stadi prevede infatti una rigida separazione tra donne e uomini non sposati sugli spalti, nei parcheggi fuori agli impianti e nei percorsi di accesso. Le donne potranno guidare le auto soltanto dopo aver ricevuto un permesso dal loro garante maschio.

Allo stesso modo, i concerti di musica saranno riservati soltanto al pubblico femminile. I cinema, la cui riapertura è stata annunciata lo scorso dicembre, proietteranno soltanto i film approvati dalla rigida censura, affinché risultino "in linea con i valori e i principi in vigore e non contraddicano la legge islamica e i valori morali del Regno".

Con qualche probabilità, il consenso interno servirà a Ben Salman a raggiungere gli obiettivi riformatori che connotano la sua scalata al potere. Risale a novembre scorso una dura campagna "anti-corruzione" promossa da Salman che ha visto l’eliminazione di diversi rivali interni all'establishment saudita.

Fine ultimo quello di accompagnare il Paese nella delicata transizione economica da sistema dipendente dalle risorse petrolifere a Paese in grado di offrire impieghi anche nel settore terziario. Dette aperture dovrebbero consentire di creare 30.000 nuovi posti di lavoro, 130.000 impieghi a tempo determinato e contribuire ad un incremento stimato di oltre 20 miliardi di dollari del Pil.

 

Luna Isabella

(foto da ilpost.it)