Un 2017 di vera rinascita dell'uomo!

Scarica in PDF
Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo MESSENGER!
Sembra che ogni cosa possa cambiare in meglio! La fine dell’anno ha questa proprietà um...

Sembra che ogni cosa possa cambiare in meglio! La fine dell’anno ha questa proprietà umana antica, fino a stendere il tappeto rosso all’entrata maestosa del nuovo anno. Come sarà il 2017? È la domanda centrale di ognuno, partendo comunque sempre dalle condizioni personali, senza ignorare quelle generali con cui bisogna sempre fare i conti ogni giorno. Nulla da eccepire. Manca spesso però un elemento centrale in questo vortice di resoconti, promesse, speranze, convincimenti, sogni. Si tratta dell’assenza di una giusta definizione della propria maturazione interiore. Si guarda solo all’esterno; alle conquiste materiali; alle convenienze economiche; alle relazioni per apparire; al gradino sociale. Non è di certo sbagliato farlo. Ma non è forse saltato un tassello essenziale a tutti gli altri, per comporre con serenità e buone prospettive il mosaico del nuovo anno appena arrivato?

È proprio così. Come si può decidere di intraprendere una nuova direzione in qualunque questione privata e pubblica, senza una verifica del proprio cammino di fede? Non si tratta di un atto qualsiasi, quasi fosse un adempimento sociale o istituzionale, ma di un passaggio esistenziale che riporti l’uomo nella sua piena coscienza di essere stato fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Un presupposto universale che, se non vissuto singolarmente nella sua reale eccezione, rischia di far perdere la bussola della qualità della vita e della redenzione personale. L’augurio più grande per il nuovo anno, così per ogni giorno che verrà lungo i sentieri del cammino terreno, non può che essere rivolto alla vera rinascita dell’uomo. Rivivere significa mettersi in connessione con il cielo; riordinare i propri pensieri; rinnovarsi dentro, nonostante la tentazione quotidiana di puntare solo a modifiche esteriori; essere testimoni della Parola santa, ormai coperta da una esasperata materialità.

Capisco, perché anche io ho avuto questo limite per diversi anni, quanto non sia facile fare un passo indietro, per poi comunque farne dieci in avanti, dinnanzi alla verità di Dio da cui dipende ogni cosa. Portare avanti qualsiasi azione partendo solo da sé stessi, senza sentirsi strumento nelle mani del Signore, significa minimizzare il ruolo dell’uomo, sempre comunque molto più propenso nella sua stupida presunzione di potersi sostituire al Creatore. La cosa che fa riflettere è spesso il comportamento del credente secondo il mondo e non secondo Dio. Non a caso si rischia di vivere i sacramenti come se fossero degli appuntamenti di routine, senza una qualità celeste. È veramente un’offesa che si ripete giornalmente. Un proposito per il nuovo anno, capace di illuminare la vita di ogni essere umano, potrebbe essere quindi il vero riconoscimento del valore dei sacramenti.

Scrive Mons. Di Bruno: “A noi Gesù ha lasciato sette stupendi miracoli, che sono i sette sacramenti. Se questi “segni della sua grazia e della sua misericordia” non operano in noi ciò che “significano”, perché non fruttificano tutta la potenza della grazia in essi contenuta, siamo responsabili in eterno dello sciupio o della vanità e dell’inefficacia alla quale abbiamo condannato un così grande dono di vita eterna. Questa verità vale per Battesimo, Cresima, Eucaristia, Penitenza, Ordine Sacro, Matrimonio, Unzione degli infermi. Chi riceve un sacramento, deve necessariamente modificare il dopo. Non può continuare come prima”. I sacramenti modificano dal di dentro ogni persona. Si rinasce per la nuova essenza creata in ognuno dallo Spirito Santo. Si compie nell’uomo un passaggio che, se inteso nella sua vera sostanza, potrebbe concorrere a migliorare la vita del singolo e di ogni comunità. Cambierebbero in bene la politica, l’economia, le relazioni umani, le mille articolazioni che ogni giorno definiscono la realtà. Buon anno a tutti.

Egidio Chiarella
Seguici anche su Facebook Troppa Terra e Poco Cielo

 

InfoOggi.it Il diritto di sapere