Calabria. Animali macellati senza controlli sanitari, 6 arresti. Coinvolti anche veterinari
Cronaca Calabria Crotone

Calabria. Animali macellati senza controlli sanitari, 6 arresti. Coinvolti anche veterinari

giovedì 3 dicembre, 2020

Calabria. Animali macellati senza controlli sanitari, 6 arresti. Coinvolti anche veterinari. Carne poi su tavole consumatori
CROTONE, 03 DIC - Animali arrivati al macello senza alcuna profilassi o certificazione medica le cui carni finivano poi regolarmente sulle tavole dei consumatori con gli inevitabili rischi per la salute pubblica.

Un sistema truffaldino venuto alla luce grazie alle indagini dei carabinieri del Nas di Cosenza messo in piedi dal titolare di un'azienda di macellazione di Strongoli ma con la collaborazione indispensabile di alcuni veterinari in servizio all'Azienda sanitaria provinciale di Crotone. Sistema cui gli stessi carabinieri hanno posto fine stamani con l'operazione denominata Fox che ha portato in carcere l'imprenditore ed una sua collaboratrice ed ai domiciliari 4 veterinari in servizio nei distaccamenti di Cirò Marina e Roccabernarda. Altri due loro colleghi sono stati sospesi dal servizio.

Nel corso dell'operazione, condotta dai militari del Gruppo Tutela Salute di Napoli e dei Comandi provinciali di Crotone, Cosenza e Reggio Calabria, con il supporto aereo di unità del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, è stato sequestrato lo stabilimento di macellazione e quattro allevamenti ad esso direttamente collegati, per un valore di oltre un milione, e sono stati perquisiti, anche con l'ausilio di droni, gli allevamenti di altre 14 persone che sono indagate.

A far scattare l'indagine, lo scorso anno, sono stati alcuni colleghi dei veterinari arrestati che, evidentemente, si erano accorti che qualcosa non andava. Messa in moto la macchina investigativa, i Nas avrebbero quindi accertato tutta una serie di irregolarità commesse dai sanitari indagati.

In particolare, i medici avrebbero attestato profilassi anti-tubercolosi mai avvenute ed alterato prelievi di sangue su suini per permettere la macellazione. Inoltre avrebbero contribuito ad un traffico illecito di marche auricolari, spesso appartenute ad animali deceduti per malattia e successivamente apposte ad altri capi abusivi per sanare una posizione illecita.

In sintesi, secondo gli investigatori, ci sarebbe stato un utilizzo distorto dell'Anagrafe Zootecnica informatizzata, in cui venivano registrati dati "completamente avulsi dalla realtà" - per dirla con le parole dei carabinieri - ed inseriti al solo fine di regolarizzare i traffici commessi dagli allevatori indagati. I veterinari, dal canto loro, secondo le indagini, erano perfettamente consapevoli delle loro condotte illecite.

Uno di loro, intercettato, diceva ridendo: "Siete certi furbacchioni…tu ti vendi i vitelli, noi parliamo a telefono e poi… viene Gratteri!". Alla fine Gratteri, il procuratore di Catanzaro, per competenza territoriale, non è arrivato, ma sono arrivati comunque i suoi colleghi della Procura di Crotone insieme ai Nas.


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