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Camera, sarà più semplice l'accesso a documenti desecretati

Sicilia

ROMA, 02 FEBBRAIO 2015 - L'ufficio di presidenza della Camera ha stabilito procedure per agevolare la fruizione dei documenti desecretati.[MORE]

SEMPLIFICAZIONI E FRUIBILITA': IL VECCHIO E IL "NUOVO"

Saranno disponibili presso il sito dell'archivio storico, mediante elenco ordinato, i documenti che le commissioni di inchiesta delle precedenti legislature hanno reso liberi dal vincolo del segreto di Stato. A stabilirlo, l'ufficio di presidenza della Camera. Secondo la procedura di semplificazione, sarà possibile ottenere la documentazione desecretata mediante apposita richiesta e fornendo dati personali per l'identificazione del richiedente. Tale provvedimento ha, però, un antecedente registrato il 23 maggio 2014. Data dalla quale risultava già possibile ricevere, mediante posta elettronica, copia della documentazione riguardante notori casi quali "ciclo dei rifiuti, l'assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin a Mogadiscio". Stessi casi attualmente presi ad esempio tra gli accessibili grazie al "neo piano di fruibilità". Tra i citati dalle agenzie di stampa, anche "l'archivio della vergogna del nazifascismo". Una nota di Montecitorio del 17 maggio 2014, a riportarla fu l'Ansa, definiva, inoltre, che dal 20 dello stesso mese sarebbe stato possibile "consultare un primo indice dei documenti declassificati sulla homepage del sito internet dell'Archivio storico della Camera (http://archivio.camera.it) ed inoltrare le relative richieste di copia attraverso la compilazione di un apposito modulo disponibile al medesimo indirizzo web, allegando copia di un documento di identità valido". Indice che sarebbe stato soggetto ad aggiornamento da parte delle autorità competenti e fruibile anche in maniera diretta, presentandosi "di persona all'Archivio storico della Camera, anche in quel caso esibendo un documento di identità valido". 

IL SEGRETO DI STATO

Il vincolo giuridico del segreto di Stato viene ordinariamente apposto per escludere dalla divulgazione quelle notizie che potrebbero ledere la sicurezza nazionale e la pubblica incolumità. Dunque, in virtù della presenza o assenza di rischi concreti e attuali per la salus publica, si legittima l'uso del "veto" informativo ad opera dell'esecutivo. Tra i casi eclatanti storicamente "protetti" da segreto di Stato, che hanno generato scalpore in Italia, ricordiamo le indagini sul golpe bianco (1974), Strage di Bologna (1980), Augusto Cauchi e la strage dell'Italicus (1985), Argo 16 (1988), il caso Abu Omar (Governo Prodi 2006, confermato dai successivi Berlusconi e Monti).

Fonte foto: lastampa.it

Ilary Tiralongo