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Cristo e gli spot in tv!

Calabria > Catanzaro

Le imitazioni, perfette che siano, prima o poi presenteranno le crepe che nessuno può evitare. Gesù Cristo non mosse un dito senza la presenza in Lui dello Spirito Santo. Basta ricordare i primi giorni della sua presenza messianica tra il popolo. È nella sinagoga che apre il rotolo delle letture e così legge Isaia 61, 1: “Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione”; da qui comincia ad enumerare i compiti che gli sono stati assegnati da svolgere durante la sua missione in terra di Israele.

Impegni che dovrebbero essere alla base di una società cristiana che vuole cambiare e redimere il mondo. Si tratta infatti di annunciare la Parola per risvegliare in ognuno la grandezza spirituale; intervenire con amore dove ci siano cuori spezzati alla luce della meraviglia della comunione tra gli uomini; ridare dignità all’uomo, preservandolo dalla umiliazione sociale; consolare gli afflitti per accendere i fari sulla misericordia e sulla fraternità ormai di facciata; aprire la realtà umana in ogni suo campo d’azione alla forza della grazia divina.

Ma la collettività odierna registra quanto sia importante camminare con lo Spirito Santo? Spesso pensa da sé e non dallo Spirito, affidandosi solo alla forza della propria mente. Non può essere la stessa cosa! Il confine umano, anche se allargato all’ennesima potenza, sempre confine rimarrà dinnanzi all’infinito di Dio. “La mente”, leggo tra gli appunti del mio parroco, “insegue gli istinti che molte volte sono di peccato, di pettegolezzo, di parole vane, di insulti, di mormorazione, di condanna, di giudizio, di temeraria specie, di superbia.

Istinti che niente hanno a che fare con la parola buona con cui governa da dentro di noi lo Spirito del Signore. Il secondo pilastro, anche questo non bisognevole di slogan promozionali, è la preghiera verso Dio. Gesù prega il Padre prima di intervenire e cambiare il destino di chi ha fede in Lui. Prende cinque pani, alza gli occhi al cielo, prega il Padre e la folla può saziarsi. Così davanti alla tomba di Lazzaro e quest’ultimo ritorna alla luce. 

Leggo: “Tutto viene dal Padre. Lo stesso Gesù è generato dal Padre. Non ci troviamo dinnanzi a un Dio autonomo. È Dio che ha bisogno di Dio”. Ma se Dio ha bisogno di Dio, perché l’uomo Lo disdegna e Lo crocifigge in ogni istante della propria vita? Un cristiano che non prega non è un cristiano, perché vive senza il bisogno di Dio. È veramente fuori dal mondo vedere Cristo che invoca il Padre, mentre l’uomo che dice di essere in Cristo si permette di annullare dalla sua vita ogni forma di preghiera.

Un contro senso che modifica la storia e la fa regredire. Ogni miracolo del Messia passa dalla preghiera al Padre. Una verità che cambia ogni cosa secondo la volontà di Dio Padre. Il popolo guarda però il lato materiale di questa grandezza trascendentale che si schiude dinnanzi ai suoi occhi. Cristo viene visto come il re perfetto terreno che può sfamare chiunque ed in ogni momento. La pagnotta copre il pane della vita.

 Cristo è venuto invece per offrire il pane del suo corpo che sfama in eterno e che nell’eucaristia ha trovato la sua sostanza divina. Chi fonda la sua esistenza sui due pilastri dello Spirito Santo e della Preghiera verso Dio rimane sempre connesso con il cielo. Avrà conforto e saggezza nelle piccole o grandi cose che dovrà affrontare. L’uomo senza Dio, forse perché privo di spot in TV, è un pallone gonfiato, colorato, luccicante, magari attraente che però nel tempo piano piano si sgonfia e si annulla nel vuoto.



Egidio Chiarella

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