Dove porta una società liquida e permissiva?

Scarica in PDF
Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo MESSENGER!
Si cammina veloci. Si corre. Nessuno vuole più fermarsi. In questo tour impazzito l’uomo si risco...

Si cammina veloci. Si corre. Nessuno vuole più fermarsi. In questo tour impazzito l’uomo si riscopre religioso, senza avere alcuna fede nel Cristo morto e poi risorto. Cosa succede? Tutto per comodità si trasforma in religione. Chiara in tale senso la nota teologica che segue:

“Anche la superstizione è vera religione. Anche l’affermazione della volontà unica è religione. Anche l’ateismo è religione. Anche il proprio pensiero senza vera fede è religione. L’ecologia è religione. La scienza è religione. Tutto si sta trasformando in religione. Prima la religione era la purezza della verità. Oggi la religione è la totalità della falsità e menzogna”.

Il problema è serio perché si sta vivendo “una rapida evoluzione-involuzione del pensiero su Dio, su Cristo, sulla Chiesa, sulla stessa religione cristiana e cattolica”. Oggi tutto viene relativizzato, schematizzato. Una religione vale l’altra. Si parla di un Dio unico molto personale che ha ormai sotterrato il Vangelo, la Tradizione, il Magistero.

Si spinge verso una fratellanza universale in quanto uomini e non perché figli del Signore. Si è quindi tutti uguali per natura; non serve avere un Dio che accomuni e che salvi. È la mente umana che separa il bene dal male; le stesse religioni possono di riflesso uscire di scena. Prendono piede in questo clima le grandi consorterie economiche che guidano, attraverso gruppi associati trasparenti e non, le scelte e le tendenze materiali ed interiori delle masse attuali.

L’uomo privato della Rivelazione, del Verbo, della Parola è come un automa, magari scintillante nei suoi discorsi, addirittura medaglia d’oro nelle gare quotidiane esaltanti sé stesso. Dio è così cornice dorata, riferimento filosofico e letterario, occasione per riconfermare la supremazia umana sul tempo e sui luoghi.

Emerge in tale contesto la volontà unica dell’essere umano tutta proiettata a rallentare o ad eliminare qualsiasi riferimento che s’incrocia con l’essenza primaria del Creatore assoluto. Un cristiano dovrebbe rimuovere il vecchio e il nuovo testamento dalla sua vita e trasformarsi in garante quotidiano di un cristianesimo che non salva, non redime, ma reso liquido nel suo pensiero pulsante, serva in qualche modo ad innalzare e riqualificare la supremazia umana.

Tutto oggi si vuole liquido! È comodo infatti disporre di un vangelo liquido. È più frequentabile e controllabile una Chiesa liquida. È meglio credere in un Cristo liquido che in un Cristo crocifisso e poi asceso al cielo. La stessa verità se liquida diventa più abbordabile e sostenibile. Comandamenti, morale, tutto si vuole liquido.

Non si capisce a cosa punti una società che si sta organizzando sempre di più a caratterizzare qualunque sua espressione sociale, culturale, politica, economica, ecc, in piena continuità con un mondo senza Dio e privo della Verità Rivelata, costretto a lasciare scie tenebrose, lì dove necessita la luce e la sapienza divina.

Tutto così diventa possibile; tutto è concesso. Si avverte nell’aria una permissività che trucca il pensiero e porta a lodare una libertà senza confini, nonché una religione priva di un vero percorso di verità. Si tratta in ultima analisi di un inganno ben concepito da pochi che induce i tanti a gridare a favore di una solida indipendenza da ogni ostacolo interiore ed esteriore. In realtà nessuno si accorge che stanno seccando i pozzi della vita e l’uomo, fatto ad immagine e somiglianza di Dio, rischia di estinguersi nella sua vera natura.

Non più la vita si conforma alla fede professata, ma è la fede che si adegua allo stile di vita adottato. Un vero terremoto che sta lasciando macerie infinite nel cuore e nella mente di ogni essere umano, ma senza alcuna reazione. Le cose vanno bene così come sono, senza il profumo dell’eternità, del cammino evangelico, della Chiesa voluta da Cristo, dei valori non negoziabili, della dolcezza e maestosità spirituale e sociale delle beatitudini, dalla beata Trinità.

Morale e verità sono di conseguenza ai margini dei cuori e delle azioni quotidiane. Danno fastidio; impongono a guardarsi allo specchio; mostrano l’armonia della natura, mettendo in discussione molte delle decisioni umane; rammentano l’assoluto che previene; aprono le porte del cielo, rimpicciolendo la terra.

La battaglia continua e mentre aumentano di volume i crocifissi negli scantinati dei palazzi pubblici del pianeta, la società nel suo insieme, liquida e permissiva oltre misura, gioca le ultime sue carte per ridurre il Figlio dell’uomo in una delle tante idee o dei mille pensieri in circolo. Un tentativo costante per poter guidare ogni processo. È bene chiudere a questo punto con le parole del teologo: 

“Invece Cristo è il Signore del cielo e della terra. Dio è il Creatore Onnipotente e Signore della storia. Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, sono la vita per ogni uomo, per tutto l’universo”. La verità si può anche nascondere o manipolare. La storia è maestra in tutto questo. Ma a quale prezzo? Fino ad oggi il conto finale è stato sempre salato e domani, su questa strada ingannevole, lo sarà ancora di più.

Egidio Chiarella

Seguici anche su Facebook Troppa Terra e Poco Cielo

InfoOggi.it Il diritto di sapere