Figlia uccide madre a Crotone: Corbelli, evitare il carcere

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CROTONE, 07 OTTOBRE - "La tragedia familiare di Crotone colpisce e addolora profondamente. Per, sop...

CROTONE, 07 OTTOBRE - "La tragedia familiare di Crotone colpisce e addolora profondamente. Per, soprattutto naturalmente, la povera donna, gravemente malata, che e' stata uccisa e anche per quella giovane figlia che l'insano gesto ha commesso, per, come sembra certo, porre cosi' fine alla sofferenza della sua mamma. Nel rispetto assoluto della legge e dell'operato di magistrati e giudici che si stanno occupando di questa tragedia, rivolgo un accorato appello affinche', per un fatto di mera pieta' umana, a quella sfortunata ragazza venga adesso evitato il carcere. Sarebbe per lei la fine, la follia che la porterebbe alla morte. Per questo auspico e chiedo che si tenga conto del dramma umano, che questa ragazza ha, insieme alla madre, malata terminale, vissuto, in solitudine, e che l'ha poi portata a compiere quell'atroce delitto. Quella giovane deve solo essere aiutata, ricoverata e curata.

La sua vita e' purtroppo oramai dolorosamente segnata e distrutta per sempre". E' quanto afferma, in una nota, Franco Corbelli, del Movimento Diritti Civili. "Mi auguro e spero - aggiunge - che si trovi una struttura adeguata e disponibile ad accogliere questa sfortunata donna. Chiedo scusa ai familiari della povera donna uccisa per questo mio intervento meramente umanitario, dettato esclusivamente dal dolore e dalla pieta' che ognuno di noi prova davanti a tragedie cosi' immani e orribili, prosegue Corbelli. L'intervento di Diritti Civili non voleva e non vuole certo essere una forma di assoluzione per chi si e' reso responsabile di un crimine cosi' crudele, ma solo un gesto umano nei confronti di una ragazza, che in un momento di disperazione e di follia, ha ucciso, per non vederla e non farla piu' soffrire, la sua mamma, malata di tumore.

Quello che, al di la' di ogni motivazione, ha compiuto questa giovane donna e' gia' di fatto per lei l'autopunizione piu' crudele che un essere umano possa avere. Ha fatto e si e' fatta un male atroce, indelebile, ha posto fine all'esistenza della sua mamma. Per non farla piu' soffrire ha distrutto la cosa piu' bella e piu' cara della sua vita. La sua stessa ragione di vita. Serve a qualcosa adesso arrestarla e chiuderla in un carcere? Potra' mai questa ragazza sopportare il peso del carcere dopo quello che e' successo, quando si rendera' conto di quello che ha fatto? Il carcere per lei sara' peggio di una condanna a morte: equivale alla disperazione, alla follia. Per questo, semplicemente per un sentimento di pieta' umana, rivolgo oggi un accorato appello ai magistrati e ai giudici di Crotone, a cui va il mio rispetto, chiedendo loro - conclude Corbelli - un gesto di giustizia giusta e di grande umanita' evitare il carcere a questa ragazza, mandarla, dopo che lascera' l'ospedale, anche sotto forma di arresti domiciliari, a casa o in una struttura protetta". (Agi) 

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