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Francesco Sicari “sognare ad occhi aperti!”

Calabria > Reggio Calabria

Aprile stava arrivando. Gli ultimi giorni di marzo avevano portato freddo e l'Aspromonte si era riempito di neve che si era sciolta rapidamente al vento di grecale che si era levato, tiepido, da sud-est.

Aprile è un mese particolare perché trasmette agli uomini ed alla natura una voglia nuova di vivere.

E poi gli odori, dolci ed intensi dei fiori di arancio, le rondini che si rincorrono nel cielo e quel vento leggero, fragrante che ti colpisce la faccia e ti fà sognare ad occhi aperti.

I pomeriggi interminabili ed io sul terrazzo che dà sul mare alle prese con la versione di greco o di latino, era forse il 1967!

Poi gli ultimi riflessi del sole che scendeva dietro l’Aspromonte e l'aria si faceva più fresca mentre si sognava ad occhi aperti e tutto il mondo era da gustare e da mangiare fino all'osso e l'addormentarsi era l'attesa del risveglio per continuare a vivere la storia intensa della nostra vita fatta di poche cose ma che a noi, ed a mè, sembrava immensa.

Quasi avevo paura che potesse finire, succedere qualche cosa che ci privasse di questo grande dono di Dio.

Il treno alle ore 7,10 che ci portava a scuola, a Locri, nel grande Liceo Classico "Ivo Oliveti" dove adesso hanno spostato il municipio.

Le scale che portavano al terzo piano ed in fondo la 1a C.

Quanto tempo è passato! Quanti sogni ad occhi aperti! e dove sono finiti tutti i miei compagni ed amici?

Quanti ricordi oramai perduti e che non escono più dal profondo del mio cervello. Tanti ricordi,quelli più grandi e belli,non potranno mai nascondersi e scomparire perché li tengo dentro il cuore ed emergono ad ogni battito.

Scorreva lenta e bella la vita della mia giovinezza mentre il sole nasceva un'altra volta dal mare Ionio e nell'argento dei riflessi del mare un occhio allenato alla fantasia ed a sogni, come il mio,poteva vedere Venere sorgere dalle acque!

Sognare ad occhi aperti, anche se adesso sono al tramonto, e tra il rosso dell'Aspromonte il mio occhio ha rivisto di nuovo Venere forse un po invecchiata ma sempre la più bella donna del mondo, il sogno di tutti gli uomini.

Francesco Sicari