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GDPR, DPO e Privacy in ambito sanitario

Lazio > Roma

Roma, 14 febbraio - Secondo il Data Privacy Benchmark Study, che è il report con il quale è stata misurata la velocità di  adeguamento con cui le aziende europee stanno armonizzandosi al GDPR, l’Italia risulta sorprendentemente al secondo posto, tra le nazioni del nostro continente, dopo la Spagna. 

Lo studio, che ha coinvolto 3.200 professionisti della sicurezza e della privacy nei principali settori di 18 Paesi, ha confermato che  le aziende che hanno investito per tutelare il trattamento dei dati, stanno già ottenendo benefici di business. 

E questo è un risultato interessante su cui riflettere, facendosi aiutare nel caso se ne volesse sapere di più, da due interessanti volumi che Maggioli Editore ha editato proprio per educare i professionisti a mettersi in compliance – vale a dire conformità – con il regolamento europeo. Il primo, scritto da Michele Iaselli, e dall’eloquente titolo di “Manuale operativo del D.P.O.”, inquadra una delle maggiori novità del GDPR, ovvero la nuova figura del Responsabile della protezione dei dati che negli enti pubblici è da nominare obbligatoriamente, mentre le aziende ne hanno facoltà se non superano i 250 dipendenti, anche se l’indirizzo dell’Autorità Garante è quello di consigliarlo comunque. 

L’altro lavoro editoriale di Pier Paolo Munà, dal titolo “La tutela della Privacy in ambito sanitario”, propone invece un’interessante disamina che assicura agli operatori di questo settore strumenti adeguati per comprendere in maniera chiara e semplice come armonizzarsi al GDPR adempiendo con tranquillità a quelli che oggi sono i loro obblighi.    

Maurizio LOZZI