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Gestione della conoscenza e apprendimento cooperativo

Lazio

ROMA, 07 FEBBRAIO 2013 - Negli ultimi venti anni molti studiosi hanno cercato di definire cosa si intenda per Knowledge Management, concentrandosi sul fatto che la gestione della “conoscenza” ne richieda la cattura, l’organizzazione e la classificazione. I sistemi di Information Technology (IT) inseriti in un processo di Knowledge Management dovrebbero avere in tal senso delle caratteristiche tecniche ben definite, quali la possibilità di facilitare il lavoro di collaborazione tra gli utenti coinvolti in tali operazioni e la necessità di costruire e utilizzare una solida struttura, adatta ad amministrare le informazioni su cui è basata la “conoscenza” da gestire. Particolare importanza assume l’apprendimento cooperativo o Collaborative Learning (CL).[MORE]

Il CL è un’attività sociale che coinvolge una comunità di “apprendisti” che condividono e acquisiscono nuova “conoscenza”, in un processo noto come “costruzione sociale della conoscenza”, attraverso dei sistemi integrati specifici che hanno in comune uno spazio per la comunità degli “apprendisti”, dove si possano scambiare idee e informazioni.
E’ possibile suddividere i sistemi che pongono maggior enfasi sulla generazione di strutture della ”conoscenza” in tre gruppi: information mediators, digital libraries e ontology based systems.

L’obiettivo principale dei sistemi di information mediation è quello di fornire agli utenti un’interfaccia attraverso la quale essi possano consultare informazioni riguardo un particolare dominio, di solito via Web, che coinvolgono sorgenti di “conoscenza” sparse e verosimilmente eterogenee, alle quali quest’interfaccia darà l’aspetto di essere provenienti da un sistema omogeneo centralizzato.
Con l’espressione digital libraries termine ci riferiamo a quei sistemi che risultano essere una combinazione di tecnologie della comunicazione e di strumenti di memorizzazione digitale delle informazioni per riprodurre, emulare ed estendere i servizi forniti dalle librerie convenzionali, come la raccolta, la catalogazione, l’amministrazione e la disseminazione di informazioni bibliografiche.
I primi usi dell’ontologia nel mondo dei computer sono da ricercare nei sistemi di intelligenza artificiale. I sistemi di knowledge management basati sull’ontologia vengono utilizzati in vari ambienti, ad esempio in campo commerciale, come strumenti di supporto decisionale che hanno alla base modelli distribuiti in aree di lavoro o per supportare sistemi di ricerca automatica di informazioni e motori di consultazione sul Web.

Qualsiasi sistema di knowledge management dovrebbe ad ogni modo avere delle utility che consentano un lavoro di collaborazione tra gli utenti coinvolti nel processo di creazione e gestione della “conoscenza”, il cui concetto cardine è la comunità stessa di utenti, con le loro hard skill, ma soprattutto soft skill, intese come meta-pratiche volte allo sviluppo di socializzazione e, dunque capacità di creazione di materiale informativo e conoscitivo per la generazione di innovazione e competitività.


Rosangela Muscetta [http://www.economia-conoscenza-itc-km.blogspot.it]