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Il convegno "Lo sport per Genova, Genova per lo sport"

Liguria

GENOVA, 10 MARZO 2012 - "LO SPORT PER GENOVA, Genova per lo sport", è questo il titolo dell'importante convegno, fortemente voluto ed organizzato dall'assessore alla promozione ed educazione allo sport del Comune di Genova, Stefano Anzalone, che si terrà lunedì 12 Marzo al Teatro della Gioventù (Sala Govi, ore 16.30). Un appuntamento che anche l'Uisp ritiene importante, come si evince dalle parole di Isabella Di Grumo, presidente del Comitato provinciale dell'Unione Italiana Sport Per tutti: "Durante tutta la durata del suo mandato, l'assessore Anzalone si è sempre speso con tutte le energie a favore della promozione sportiva di base e dei valori che la nostra associazione porta avanti quotidianamente, affinché diventino patrimonio e consapevolezza di tutti i cittadini e, soprattutto, di tutte le istituzioni a partire proprio dagli enti locali. Auspico una grande partecipazione al convegno: tutti insieme potremo fare un be l lavoro di sintesi e rilanciare, con forza, viste anche le autorevoli presenze istituzionali, i temi dello sport di cittadinanza".[MORE]

Dallo sport "mondo di valori" e "strumento di inclusione sociale" ai temi dell'impiantistica e dei risvolti occupazionali, passando anche per lo sport "leva per la promozione del territorio". Davvero tanti gli argomenti all'ordine del giorno. Al convegno saranno presenti, tra gli altri, Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria, Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova, Marta Vincenzi, sindaco del Comune di Genova.

Di seguito, l'introduzione al Convegno, dell'assessore Stefano Anzalone:

"La 'missione' dell'Assessorato alla Promozione ed Educazione allo Sport investe molteplici ambiti, a partire dall'azione di sostegno a favore delle Associazioni del territorio. Un'azione intesa come "welfare comunity", per lo sviluppo dello sport inteso come "diritto di tutti", dove per accesso a tutti si intende a parità di condizioni, adeguate anche alle esigenze dell'utenza disabile. Promuovere una politica dello sport a mio avviso significa pensare allo sport e a Genova: creare una mappa dello sport in città, praticanti, agonisti, amatori, porre l'obiettivo su alcuni dei bisogni più caratterizzanti la società odierna. Significa pensare ad integrazione sociale, espressività, autonomia personale, capacità di gestione del proprio tempo: tutto ciò incoraggia lo sviluppo di attitudini positive. Sport quindi come momento di crescita, dove Istituzioni, Associazioni e anche realtà private, ope rando in sinergia possano offrire occasioni che consentano la realizzazione dell'obiettivo. Sono convinto tra l'altro, che l'organizzazione di grandi eventi sportivi rappresenti un'utilità ed un vantaggio per la Pubblica Amministrazione, in quanto contribuisce al benessere della collettività, sia in termini economici, che di promozione del tempo libero e di sviluppo del senso di appartenenza, alla promozione dell'immagine di Genova, in termini di attrattiva turistica, consentendo un'affluenza in città superiore a quella consolidata, favorendo quindi attività commerciali e attrattive locali".

"Non ho altresì alcun dubbio - continua l'assessore - sulla bontà del connubio sport e lavoro: il nuovo Regolamento comunale circa la regolamentazione della gestione dell'impiantistica sportiva locale, permette di perseguire la realizzazione di un sistema che, in accordo con i gestori, attraverso azioni mirate, permetta di creare le condizioni di buon funzionamento degli impianti di civica proprietà. Inn ovativa in tal senso, l'opportunità che viene concessa sia ai gestori, che alle Società che partecipano alle nuove gare di affidamento, di prevedere interventi finalizzati all'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, in sintonia con quanto approvato dalla Giunta Comunale con il Patto di Azione per l'Energia Sostenibile, predisposto a seguito dell'adesione del Comune di Genova al 'Patto dei Sindaci'. E' in questo senso perciò che i poteri pubblici, unitamente alle organizzazioni sportive e ribadisco anche in sinergia con realtà private, devono promuovere una politica dello sport, in grado di conciliare la dimensione economica, con quella popolare, educativa, sociale e culturale".