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Il rispetto del tempo per raggiungere il fine personale

Calabria > Catanzaro

Ognuno che sia credente o non credente, con lo smartphone o meno, è bene che conosca fino in fondo il vangelo per cibarsi, di coerenza, costanza, obbedienza, santa lungimiranza. In tutte le pagine di Matteo, Marco, Luca e Giovanni non si perde mai il fine ultimo di Gesù che è quello di andare a Gerusalemme per dar corso alla volontà del Padre, vivendo la sua passione, morte e resurrezione. Lungo il suo cammino il Messia svolge a pieno la sua missione di andare, salvare e convertire chiunque si rivolga a Lui. 

È sulla strada che conduce a Gerusalemme infatti che il Messia incontra e guarisce dieci lebbrosi, inviandoli un attimo dopo al Tempio dove i sacerdoti avevano il compito di attestare la loro avvenuta guarigione e di purificarli. Solo uno torna indietro a ringraziare Cristo per quello che avuto dal Padre. Ma l’uomo spesso è così! Prima si lamenta, poi incassa quanto chiesto ed infine dimentica chi lo ha aiutato e quanto sia importante ciò che abbia ricevuto.

Altro atteggiamento umano, opposto a quello del Figlio dell’uomo, deriva dalla mancanza nella vita un fine preciso da raggiungere scadendo inevitabilmente nella incoerenza e nell’apatia. Gesù invece prosegue nel suo cammino, ma ovunque faccia sosta non smette di onorare la missione affidatagli.

In ogni angolo del mondo in cui si incontra l’altro bisogna essere attivi e traboccanti di fraternità.  Gesù non perde mai tempo; è la sua condotta; un continuo operare per la gloria del Padre. Un messaggio forte per una società in cui si passa il tempo più delle volte a bisticciare; a gridare le proprie ragioni ignorando quelle degli altri; a mormorare; a chiacchierare; a mal dire; a cercare nel virtuale i bisogni naturali; a sminuire il valore del tempo avuto a disposizione.

Sottolinea il Teologo: “Il tempo è necessario per portare a compimento la propria santificazione. Il tempo va perciò vissuto bene, anche se fosse un solo minuto. Ogni cosa che viene fatta va esistita nel rispetto del tempo”. Non può ad esempio una persona laurearsi, esclusi i casi particolari, a quaranta anni. Significa che il tempo non è stato rispettato, con tette le conseguenze negative che susseguono.

C’è poi un tempo da usare per la salvezza. Basta sottrarre ogni giorno un lembo del tempo, piccolo o grande che sia, all’ingiustizia, alla bestemmia, al peccato di qualsiasi natura, al disonore ed infondere invece speranza, fiducia, amore. Una sola parola ben assestata può salvare un’anima, può liberare un cuore dalla solitudine. Ogni incontro può diventare l’occasione per smuovere il bello e la bontà che ci sono in un uomo. Il tempo è la più grande grazia di Dio donata all’umanità, non va per alcun motivo sciupata.

Dice il teologo: “Il Signore ritarda persino la fine del mondo pur di vedere un qualcuno in più che si salva e si redime”. Si pensi quanto sono grandi la Sua misericordia, la Sua “pazienza”, la Sua Bontà. Il cristiano è poi sempre missionario con la preghiera, con la parola, con la sua obbedienza a Cristo Gesù per la salvezza dei cuori.

Assieme come corpo di Cristo e mai da soli si possono raggiungere risposte impensabili. Dare nel frattempo sempre prova benigna di sé e pregare che mai uno scandalo tocchi la casa del Signore. L’immoralità respinge chi guarda dall’esterno abituato, tra l’altro, a registrare solo gli errori e mai nulla della grazia piantata nel mondo da parte dei tanti ministri di Dio. Il mondo rimane sempre povero, in guerra o nella corruzione se manca il corpo di Cristo. Quest’ultimo va costruito ogni giorno dalla comunità in ogni tipo di relazione assunta.

Vige invece un personalismo senza ne capo e ne coda e lo “scisma” dalla comunione di ognuno si fa così più frequente. Si diventa come una mosca, dice il mio parroco, che vola ovunque e che si ferma dove meno te lo aspetti, emanando spesso il suo fastidioso ronzio. Essere come una mosca significa essere fuori da ogni contesto di condivisione, privi di un proprio fine e quindi lontani, anzi lontanissimi, dall’essere Corpo di Cristo. Una frenata brusca e incomprensibile che ritarda o fa svenire per sempre la possibilità di vivere oggi una vita migliore e domani la luce dell’eterno.

Egidio Chiarella

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