Il velo che copre la verità delle cose!

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Se si prova ad osservare con interesse i nostri giorni ci si accorge come l’uomo anche oggi abbia ...

Se si prova ad osservare con interesse i nostri giorni ci si accorge come l’uomo anche oggi abbia scelto di coprire con un velo la grazia, la verità, il vangelo, la giustizia, la pace. I tormenti sociali che accompagnano il pianeta ne sono i testimoni più rappresentativi. Dice il teologo: “Noi non vediamo ciò che c’è sotto il velo, ma fuori di esso, in relazione a quanto noi abbiamo messo. Il mistero quindi ci sfugge”. È qui che inizia il cammino di vera conversione per ognuno.

È personale la volontà di togliere il velo per far apparire il mistero di Cristo; la luce della Parola; la strada sicura su cui posare i propri passi; la giusta lettura dei segni che oltrepassano lo spazio privato della singola persona e quello pubblico del contesto in cui si vive e si opera. Nessuno può sostituire un soggetto qualsiasi nello smuovere il velo dalla verità del Signore, neanche un santo sacerdote che predicasse per lui in privato il vangelo.

Aggiunge il teologo: “Se il vangelo rimane velato, così anche la sua Parola, non significa essere fuori dalla grazia o dalla verità di Dio, ma come su di esse sia caduto il velo dei propri pensieri; dei propri desideri, del proprio cuore, dei propri vizi deviando il vero conosciuto". Cambia la prospettiva di una vita se si lascia posato il velo su Cristo. Si rischia di cambiare direzione o comunque di essere inghiottiti da una sequenza sociale magari anche condivisa, fino al punto di consegnare ad occhi chiusi il proprio destino.

Cristo in realtà è molto visibile, ma troppi veli diretti e indiretti lo rendono invisibile. Ogni giorno, ad esempio, una miriade di “cortine” colorate, filtrate all’inverosimile dai social, coprono la politica, la Chiesa, l’economia, la scuola, la magistratura, le professioni, il mondo del lavoro, la ricreazione comune, sportiva, ecc. Chi sollecita e condivide gli scandali quotidiani non rompe o manipola gli equilibri naturali, per un risultato a suo favore?

Oggi potremmo dire che ci troviamo dinnanzi ad una sorta di velo universale che autorizza il singolo e le comunità a scegliere un Dio a proprio gradimento e a coprire tutto ciò che impedisce all’uomo di partire da sé stesso. Il mondo, al di là del censo e della propria identità, si trova sempre d’accordo quando bisogna interpretare delle regole sapienziali al ribasso.

Si è sempre compatti e solidali su un fronte comune che metta la discrezionalità soggettiva sempre e comunque al primo posto. Chiunque quindi pensa da sé e si abbandona al suo cuore, rilanciando di fatto una verità governabile ed estensibile ad ogni nuova situazione.

Bisognerebbe fermarsi un attimo e riprendere le redini della storia e chi ha alte responsabilità, specie se credente, dovrebbe fare il primo passo in questa direzione.  Si alzi il velo anche nei tanti luoghi dove si fissano paletti indicativi per le comunità. Difficile? Può darsi, ma quando la casa brucia qualcuno dovrà pur esserci che sappia gettarvi sopra un secchio d’acqua, o no?

Sarebbe una rivoluzione auspicabile se poi ogni singolo cittadino incominciasse, al di là dei destini universali, a metter mano nella sua vita per sollevare il proprio velo riducendo le sue debolezze; controllando le sue aspirazioni; difendendo una giustizia sociale reale; riparandosi dalle infinite tentazioni quotidiane. Uscirebbe incolume da un campo minato di vanità, stoltezze, insipienze, nullità, ecc.; smetterebbe di ingannare sé stesso, asserendo di essere quello che in realtà non si è.

Il mondo senza Cristo, che tra l’altro conosce più di un cristiano, è munito del suo Dio e non lascia scampo ai suoi aderenti che paradossalmente ad esso hanno aderito per celebrare al meglio la propria libertà. Un mondo fuori da Cristo consente di fare tutto ciò che si vuole, indirizzando però le scelte della gente verso un campo d’azione già coordinato e orientato. Tutto questo non esclude che il mondo non voglia la luce, anzi è proprio l’opposto. L’uomo per natura e per benedizione divina tende alla luce. È il cristiano che dovrebbe alzare il suo velo e donare luce abbondante.

Essere la luce del mondo e il sale della terra, come insegna il discorso della montagna, senza riuscire ad illuminare nulla di sé e degli altri dimostra di aver fallito. Forse si è arrivati a conquistare una poltrona ambita, ma quale sarà il suo vero valore, se un attimo dopo è stato fatto calare su di essa il velo della verità individuale? A che cosa serve l’esclusiva tutta terrena dinnanzi all’eternità che ci circonda? La luce va accesa e tolta da sotto la banca o di qualunque altra cosa che le impedisca di brillare. Farlo è una missione non più rinviabile per non sciupare la propria esistenza e per alimentare, specie in questo preciso momento storico, il benessere comune dell’umanità.

Egidio Chiarella

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