Internet, la Santa Messa e gli spavaldi

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In una società costruita interamente sul valore delle cose materiali diventa difficile far capire a...

In una società costruita interamente sul valore delle cose materiali diventa difficile far capire all’uomo quanto sia importante una Santa Messa. Molti si mettono proprio a ridere! A volte la si vive solo come dovere religioso, poche volte come dimensione che possa aiutare a vedere meglio le cose del mondo. L’errore è grande, ma purtroppo non sempre percepibile. Tanti sono infatti le illusioni esteriori che sostituiscono ogni azione che porta a Dio. Anche se abbiamo con internet il mondo in casa è da spavaldi incoscienti non voler capire il valore concreto e attuale dell’Eucaristia.

Si rischia, cancellando la Santa Messa dalla propria vita, di non partecipare ai due nutrimenti essenziali che in nessun altro luogo è possibile avere. Mi riferisco “al nutrimento della mente che viene illuminata dalla parola del Signore e al nutrimento del cuore che viene fortificato, rinnovato, reso santo dal sangue e dal corpo di Cristo che si ricevono ogni domenica”. Il cuore e la mente sono l’uomo e si confondono in un unico valore. Essi viaggiano assieme e sono strumento di luminosità l’uno per l’altro. Sono una cosa sola.

Divederli e come far viaggiare di notte un’auto senza luci. Luce e forza sono in Cristo e come tali vengono donati ad ognuno. Elementi essenziali per vivere bene. Non basta neanche camminare seguendo la fonte della luce che è Cristo, se poi alla fine si inseguono i propri pensieri come avveniva tra gli apostoli prima della resurrezione. Quante volte, pur se fedeli puntuali, si rischia di ascoltare il vangelo pensando ai fatti propri; stessa cosa magari fa anche il prete e la stessa assemblea mette al centro solo ciò che le passa per la mente.

Manca il passaggio che ogni credente dovrebbe fare nella luce di Cristo. Questo diventa giorno per giorno il peccato più grande. Ignavo è l’uomo che ha la possibilità di farsi illuminare dalla sapienza di Dio e sceglie invece di rimanere nel buio. Si passa il tempo come facevano gli apostoli a far notare chi sia il più grande tra di loro o il più vicino allo stesso Gesù, oppure ancora il più capace di governare un giorno quel processo di redenzione che stava costruendo giorno per giorno la missione del Messia.

Una gara spesso litigiosa e avvelenata tra i ruoli del mondo, come si ripete ogni giorno nelle nostre case; in politica; nei luoghi di lavoro; nella finanza; nelle piazze; nelle tante attività umane, ecc. le cose di questo mondo diventano così essenziali, centrali, insostituibili, annebbiando la capacità innata dell’uomo di misurare il valore sapienziale della sua umanità. Se non si riesce a pensare al senso alto del divino, come potrà mai cambiare la vita di ognuno?

Si rimarrà sempre ad uno stato acerbo, felici del consenso degli uomini, ignari del consenso celeste del proprio Signore. Non camminare con la Sua Parola porta inesorabilmente chiunque a regredire; a fermarsi; a diventare schiavo dei poteri economici e politici di una classe dirigente, spesso occulta, che pensa solo al potere terreno fine a sé stesso. La luce divina è invece essenziale all’umanità tutta, più di ogni altra cosa. Non si può ignorarla, facendosi del male in modo pesante e senza possibilità di cambiare strada.

La fugacità delle cose terrene diventa così necessaria fino al punto di accecare i propri occhi. Non è possibile vivere senza connettersi con il cielo. Sarebbe un fuggire con una spavalderia senza senso dalla realtà naturale e soprannaturale, cadendo nell’isolamento di tutto ciò che finisce senza lasciare traccia. Bisogna perciò pensare secondo Dio, per poi produrre elementi di eternità capaci di mostrare la bellezza della vita in ogni sua dimensione spirituale e materiale.


Egidio Chiarella

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