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La Calabria raccontata nel libro “Lo sguardo di Clio” presentato all’Uniter di Lamezia

Calabria > Catanzaro

LAMEZIA TERME 13 FEB La Calabria   raccontata  come una regione del Mezzogiorno d’Italia e dell’intero Mediterraneo  e rapportata alle grandi storie del mondo   sullo sfondo di un panorama più ampio rappresenta  un filone importante  del libro “ Lo sguardo di Clio - Luci e ombre nella storia” di Armando  Orlando presentato nel corso di un incontro  organizzato  dall’Uniter di Lamezia Terme , presieduta da Costanza Falvo D’Urso.  

A chiarire la tematica dell’opera  è stato lo stesso autore  il quale ha puntualizzato che il  libro è di natura divulgativa e storiografica perché raggruppa una serie di note, di apppunti  che egli ha  raccolto durante  50 anni di ricerca e «quindi – ha chiarito  l’autore - mi sono trovato tra le mani tutto questo materiale  che ho pensato di mettere  insieme e farne un libro. È un pò  la storia del genere umano che ho costruito  attraverso i secoli, i millenni focalizzando l’attenzione su quattro  fenomeni: migrazioni, banditismo,  rivolte e lotta di classe ed evidenziando le luci e le ombre che   hanno condizionato l’esistenza e lo sviluppo di popoli e di individui riversatisi in nuove terre   fino a colonizzare ogni angolo del nostro pianeta». 

Lo scrittore   ha sostenuto  di aver rivolto, in questa lunga narrazione storica  e preistorica,  particolare attenzione al Mezzogiorno d’Italia e al Mediterraneo dominato  da  innumerevoli paesaggi e da una serie di civiltà accatastate. Il titolo del libro trae origine da Clio, la dea della storia, che guarda indietro e vede tutto quello che è successo e quindi i cambiamenti  verificatisi nei secoli fino al nostro tempo che - secondo l’autore- segna l’inizio di un cambiamento epocale che coinvolge l’esistenza delle persone, le strutture politiche e sociali delle nazioni. 

«Noi  stiamo vivendo – ha affermato  Orlando  - un cambiamento di un’ epoca,  siamo usciti ormai dalle ere geologiche così come le conoscevamo. Ora  non siamo più nel quaternario, ma  nell’era antropogenica e  viviamo i cambiamenti che ci sono sulla terra». Da qui l’esigenza di riflettere su questo percorso storico per «cercare  una visione nuova che l’uomo può darsi,  cercare di sopravvivere e di fare meglio le cose rispetto al passato».  

Armando Orlando  dedica un ampio spazio all’emigrazione che parte proprio dall’Homo sapiens e si diffonde in tutto il mondo raggiungendo punte altissime nella età  moderna con circa 12 milioni e mezzo in Europa e 11 milioni e mezzo nei paesi extra Europa e oggi gli oriundi italiani nel mondo sono 58.200.000, più della metà in Sudamerica, quasi un terzo in Nordamerica, il resto in Europa e Oceania. 

«Noi – ha precisato Orlando - siamo una mescolanza di contributi diversi, arrivati fino a noi da antenati che stavano  in varie parti del mondo». In rilievo anche il flusso migratorio del primo luglio del 1998  in cui Curdi irakeni e del Turkistan sono sbarcati  a Riace, seguiti da eritrei, afgani e altre etnie e ricevuti   dal sindaco  Mimmo Lucano programmando un’ accoglienza condivisa  sia in Italia che all’estero. Molto incisivo l’intervento del presidente onorario dell’Uniter Italo Leone che, tra l’altro, ha sottolineato l’importanza della ricerca di fonti autorevoli  da parte dell’autore in grado di approfondire gli argomenti grazie  alla presenza di oltre cinquecento note a piè di pagina.  

La presentazione del libro è stata preceduta dalla lettura di alcuni brani da parte della giovane attrice Alessandra Caruso e dallo stesso autore Orlando e dall’esecuzione di brani musicali , in linea con le tematiche del libro, da parte della Banda della Valle del Savuto composta da Costanzo Nardo al clarinetto, Maria Teresa Falvo, al clarinetto e presidente della rispettiva associazione culturale musicale, Vincenzo  Garofalo al sassofono, Roberto Nicoletti  al pianoforte, Gianpietro Nucci al flicorno contralto, Carmen Floro, diretti dal maestro Alfredo Chieffallo. 

Tra i brani eseguiti e molto apprezzati Pavane di Faureè, Iazz Band di Gualdi-Tommasi, America di Gualdi- Allodoli, O sole mio di Di Capua e  La vita è bella di Piovani.


Foto: Caruso-Orlando e band

Caruso-Orlando - Falvo d’Urso

Lina Latelli Nucifero