La fede tra ragione, logica e deduzione

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La disperazione, i problemi insoluti, la perdita di ogni speranza, una malattia senza via d’uscita...

La disperazione, i problemi insoluti, la perdita di ogni speranza, una malattia senza via d’uscita, una solitudine interiore straziante possono essere alla base di una sana deduzione storica che porti l’uomo al mistero della fede.
L’esempio più grande che diventa oggi per ognuno punto di attuale riflessione personale lo traviamo nel racconto evangelico della Emorroissa. Questa donna all’estremo delle sue forze incontra Gesù tra una folla in tripudio. Che cosa fa? Come si comporta? Lei non è una di quelle che accompagna il cammino del Salvatore.

È però persona convinta che per natura l’acqua bagni chi si immerga e il fuoco bruci chi troppo si avvicini, senza chiedere loro la “grazia” di ottenere quel risultato. La ragione e la logica la portano a dedurre che se Gesù è veramente l’onnipotenza divina fattasi storia, basta sfiorarlo per ricevere la sua benedizione e la forza necessaria per ristabilire la sua precaria salute. E così si comporta!

Si infila nella folla e tocca leggermente le vesti del Cristo. Chiarisce il teologo: “Questa donna si serve della conoscenza della natura. Osserva Cristo Signore. Sa che Lui è fuoco e acqua di divina onnipotenza. Si accosta. Lo tocca. Rimane bruciata nel suo male. Viene guarita per sempre. Non esiste fede più logica, più razionale di questa”L’emorroissa parte da un dato storico e nella persona di Gesù trova il dato oggettivo che la convince ad “immergersi” o “avvicinarsi” al Signore.

A quel punto basta credere ed essere parte attiva di un gesto cercante la grazia. Il miracolo si compie, così come si bagna il corpo nell’acqua o si brucia nel fuoco. Basta uno sguardo attorno per capire quanto distanza c’è tra la realtà odierna e la fede dell’Emorroissa. Tutto ciò non depone a favore del progresso sostenibile dell’uomo che rischia di confondere la vera strada per un obbiettivo del tutto sbagliato, anche se in prima battuta esaltante.

Il teologo, preoccupato per la direzione intrapresa, ci illumina anche su questo aspetto di grande importanza per una crescita sociale fatta di relazioni sane e positive, in cui la fede si nutri della parola di Dio e della storia che ne derivi. Ecco le sue parole: “Oggi la nostra fede è simile ad una terra arsa, prima dal vento d’oriente e poi dal fuoco distruttore di ogni verità di Dio, di ogni verità della Parola di Dio. Oggi alla nostra fede manca la realtà storica. Manca il dato oggettivo”.

Il mondo in larga parte sta infatti smarrendo quest’ultimo o in molti casi non lo cerca più. Una pratica che tocca anche la parte osservante del pianeta fino a casa nostra. Spesso è comodo sedersi su convenzioni datate o peggio ancora su un sentimentalismo che nel tempo produce un credo smorto e privo di spiritualità, recidendo ogni legame con la Parola e la storia che l’accompagna.

Così una interessante nota teologica: “Oggi molta fede è solo sentimentalismo. Mancano i due dati oggettivi: la Parola di Dio e la storia creata dal Dio onnipotente e Signore. Una fede ridotta a puro sentimentalismo fa sì che anche l’obbedienza sia sentimentale. Manca la verità oggettiva alla quale va data l’obbedienza. Una fede sentimento è meno che fuoco di paglia in una notte di grande gelo. Come il fuoco di paglia dura un istante, così anche la fede sentimento dura un istante”.

Una fede debole rallenta la giusta via di ogni individuo e infiacchisce lo spirito, aprendosi al peccato e privando la propria vita della presenza dello Spirito Santo che aiuta l’uomo, come ha fatto con l’Emorroissa, a riempire la fede personale della Parola rivelata e della storia che la fa sua. Privi della fede non si arriva alla croce con la forza debita per viverla non da disperati, ma nella viva testimonianza di una serena vita cristiana.

Chiude il teologo: ”Senza una vera fede si è incapaci di sorreggere il cammino verso la croce. La croce si può portare sino alla fine solo se sorretta da una fede logica, argomentativa, deduttiva, fondata saldamente sui due pilastri della sua oggettività: la Parola del Signore e la storia creata dal Signore”.

Bisogna perciò scegliere. La vita è fatta di scelte che salvano o portano dritte ad un burrone. La fede non è un atto fiabesco per gente che va in Chiesa o al contrario un privilegio per una categoria speciale, alla quale comunque sia consentito l’accesso guidato. È il caposaldo giornaliero a cui attraccare per cambiare e guidare nella giustizia la vita privata, contribuendo a far lo stesso con quella pubblica. La fede storica è alla portata di tutti, eterna tra la ragione, la logica e la deduzione. L’Emorroissa oltre due mila anni addietro lo comprese e si salvò.

Egidio Chiarella

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