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Lo spettacolo “I giusti nel tempo del male” in scena al Teatro Comunale Grandinetti di Lamezia

Calabria > Catanzaro

LAMEZIA TERME (CZ) 5 GEN - I giusti nel tempo del male che seppero dire di no, mettendo a rischio la propria vita,  alla violenza più atroce manifestatasi nel corso della  guerra scoppiata in Jugoslavia durante i primi anni Novanta. Questa tematica è stata proposta  sul palco del Teatro Comunale Grandinetti di Lamezia Terme dalla Compagnia Teatrale Claet di Ancona con lo spettacolo “I giusti nel tempo del male” di Svetlana Broz, per la regia di Diego Ciarloni,  inserito nella rassegna teatrale “Vacantiandu”  diretta da   Diego Ruiz, Nico Morelli  e Walter Vasta. Dopo la Campania, la Sicilia, il Piemonte e il Veneto, le Marche  sono state ospiti  della quinta edizione del Gran Premio del Teatro Amatoriale Italiano per la prima volta in Calabria con 14 compagnie amatoriali selezionate tra tutte le regioni italiane iscritte alla Federazione Italiana Teatro Amatoriale, i cui spettacoli hanno ottenuto il Premio Fita regionale come “ Miglior spettacolo”.

i tre attori protagonisti Angela Ursi, Simona Paolella e Diego Ciarloni, attraverso quattro storie vere, con il solo ausilio di due grandi maschere girevoli avvolte quasi nel buio,   hanno raccontato in tutta la sua drammaticità  uno dei conflitti più assurdi e sanguinosi che la storia registri lanciando un messaggio secondo il quale in ogni guerra , massima espressione del male, della violenza, della crudeltà, della morte, del dolore, ognuno di noi può obbedire  alla propria volontà scegliendo coraggiosamente il bene in nome dell’ amicizia, della fratellanza e dell’amore e non trincerarsi dietro la frase  ipocrita «non posso, non ce la faccio» per il timore di morire.  Le quattro storie raccontate sono state tratte, tra le tante, dal libro “I giusti nel tempo del male” “ di Svetlana Broz, medico, giornalista e insegnante bosniaca  che ha raccolto centinaia di toccanti testimonianze di persone che hanno ricevuto o dato aiuto a persone di diverse etnie percorrendo con la sua macchina più di  6000 chilometri attraverso la Bosnia e l’Erzegovina per poter registrare le numerose storie.

Il lavoro, nonostante abbia incontrato  numerosi ostacoli  a causa di molte forze che si sono opposte   a una riconciliazione delle etnie jugoslave, tuttavia è stato regolarmente pubblicato e, anche se  gli eroi della bontà umana resteranno anonimi e nessuna piazza porterà il loro nome, le generazioni future devono sapere che nel mondo sono esistite persone che nei momenti difficili hanno ascoltato la voce della coscienza a discapito dell’indifferenza e dell’ egoismo salvando preziose vite umane. E quindi queste persone normali  saranno ricordate nella memoria di chi  vive grazie al loro aiuto o   alla memoria dei figli ai quali l’hanno trasmessa.

 Ottima la performance degli attori  che sono riusciti   a conquistare il pubblico, non troppo numeroso, permettendogli  di  approcciarsi ad un tema impegnativo e suscettibile di profonde riflessioni  sulla tragedia  vissuta dal popolo jugoslavo, sul massacro di moltissimi civili, sulla necessità di riaffermare la bontà umana  tra i gruppi etnici della ex Jugoslavia  scongiurando la divisione e l’odio tra fratelli, amici, cittadini di una stessa città in nome dell’appartenenza religiosa,  politica o ad altro.

Lo spettacolo, al termine, è stato valutato da  una giuria qualificata e parteciperà al Gran Premio del Teatro Amatoriale Italiano la cui cerimonia si svolgerà il 29 marzo 2020 sempre al Teatro Comunale Grandinetti.

Lina Latelli Nucifero