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Mondiali di calcio femminile: un modo diverso di giocare a pallone

Campania

NAPOLI, 4 luglio 2011 – La sesta edizione dei Campionati Mondiali di calcio femminile sta entrando nel pieno della manifestazione e sta accendendo l’interesse degli appassionati: ai quarti si sono già qualificate sei Nazionali. [MORE]
La Germania, padrone di casa, ha rispettato i pronostici e ha superato, insieme con la Francia, l’ostacolo del gruppo A. Ai quarti sono approdate finora anche Giappone, Svezia e – naturalmente – USA e Brasile, compagini tra le più accreditate per la raggiungere la vittoria finale. Le padrone di casa se la dovranno infatti vedere, secondo i bookmakers, proprio con le sudamericane e le statunitensi per conquistare l’ambito traguardo e guadagnarsi il successo.
La Coppa del Mondo ha, ad ogni modo, già oggi un vincitore: è l’intero universo femminile del Pallone, che sta vivendo inosservato da noi Italiani nel tempo come un universo parallelo. Dalle organizzatrici alle tifose, passando naturalmente per le giocatrici, il calcio femminile si è già contraddistinto per la sua bontà. Sebbene meno tecnico e tattico, ma certamente anche meno selvaggio e più “silenzioso” di quello maschile, non per questo meno avvincente, il calcio sembra così tornare a essere uno Sport.
In questa cornice di pubblico e stadi straordinaria, assolutamente superiore alla media italiana del parallelo universo maschile, gareggiano ancora per superare i rispettivi gironi l’Inghilterra, l’Australia, la Norvegia (pesantemente sconfitta oggi dalle forti brasiliane) e Messico.
Non c’è l’Italia nella cartina geografica dei Mondiali in Germania. Suona, questa, come una nota triste e malinconica alle orecchie degli appassionati di calcio, degli sportivi in generale e anche di chiunque, proveniente dall’interno dei nostri confini, allunghi lo sguardo a osservare che cosa accade in terra tedesca. Senza voler esagerare, smarrendosi in sterili idealizzazioni, il campionato mondiale di calcio femminile che si sta svolgendo in questi giorni (la finale avrà luogo a Francofore il 17 luglio) sembra la versione pulita e genuina di quello praticato dai colleghi maschi: stadi quasi pieni ma con tifo composto, gioco grintoso ma non scorretto, molti goal e poche proteste, carta geografica del Pallone ridisegnata e tratti somatici “nuovi” si affacciano sui campi di questa Coppa. Sono, d’altronde, le donne le protagoniste di questo spettacolo: il calcio, con loro, sembra davvero un gioco.
Non c’è l’Italia, dunque, in questo Sport, in questa riproduzione del “calcio delle origini” che si sta giocando in Germania, terra che – pure – ha regalato tanti bei tasselli di memoria ai colleghi maschi. Che l’Italia non prenda parte alla manifestazione giocata è sicuramente dovuto al basso livello del nostro calcio femminile e questo va di pari passo con la scarsa attenzione che il nostro Paese dà a questa versione diversa dello sport più amato dagli Italiani. Non siamo protagonisti, pertanto, di un paradosso ma di un dispiacere facilmente spiegabile. L’assenza totale dell’Italia dalla coppa si misura anche con la mancanza assoluta delle nostre radio e televisioni (pochissimi accenni, non una partita trasmessa): in questo bel mondo l’Italia non vuole proprio esserci e con esso l’Italia non vuole avere niente che fare. Un’occasione persa per una “rinascita” sportiva. (Antonio Mileo)

(foto dalla rete)