Pastore tedesco: alcune caratteristiche della razza

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MILANO - "Ciao Aaron, mi chiamo Alessandro e ti scrivo perché ho bisogno del tuo aiuto. Ho de...

MILANO - "Ciao Aaron, mi chiamo Alessandro e ti scrivo perché ho bisogno del tuo aiuto. Ho deciso di accogliere un cane nella mia famiglia, ma mia moglie è contraria riguardo la scelta della razza. Io ho sempre avuto Pastori Tedeschi fin da quando sono piccolo, ma ricordo che sono particolarmente aggressivi con gli estranei. Mi daresti un tuo consiglio e spiegheresti a mia moglie quali sono le caratteristiche caratteriali della razza?".

 

Caro Alessandro, a breve dovrò spegnere il pc per recarmi a fare il richiamo annuale del vaccino. Non preoccuparti, il tuo quesito non resterà senza risposta in quanto la nostra testata si è arricchita della presenza di Gloria, grande appassionata di cani ed esperta di razze. Ti lascio in buone zampe e ti auguro una buona giornata.

Ciao Alessandro, quando si decide di accogliere un cane in famiglia, è vero, la scelta della razza deve essere ben ponderata, per evitare di incorrere in brutte sorprese. Il pastore tedesco è indubbiamente un gran cane. La popolarità del PT in film e serie tv è senza dubbio motivata dalle sue numerosissime attitudini, che lo rendono un cane davvero unico, capace di declinarsi in moltissimi ambiti, basti pensare all'impiego in polizia, nei salvataggi, o semplicemente per la guardia delle nostre case e la difesa personale.


Per quanto riguarda il carattere, bisogna tenere conto del fatto che il pastore tedesco appartiene, nella classificazione delle razze, al gruppo dei cani da pastore e bovari, che comprende animali selezionati da secoli per la guardia dei confini e per la conduzione delle greggi. A ciò aggiungi che, entro questo gruppo, la conformazione del PT lo qualifica come lupoide, discendente perciò, anche se ormai molto slavato, dei cugini selvatici. È dunque piuttosto naturale che presenti una marcata tendenza alla territorialità, che può essere tuttavia tenuta sotto controllo con un addestramento precoce, soprattutto mediante il rinforzo positivo fin dai primi mesi di vita.

Bisogna anche capire dove il cane vivrà, cioè se in appartamento o in giardino. Nel primo caso, infatti, l'impossibilità di vedere fuori limiterà molto gli abbai e le corse frenetiche lungo i cancelli: il cane dovrebbe limitarsi a segnalare la presenza di estranei sul pianerottolo. Ben altra cosa è se il cane vive in giardino ed è costretto a star solo per molto tempo: in questo caso, cancelli, ringhiere e reti metalliche saranno costantemente presidiate e facilmente il cane abbaierà a qualsiasi cosa si muova davanti, con l'effetto di isterizzarsi progressivamente. In questo caso, è importante curare l'addestramento fin da subito e portare comunque il cane in passeggiata almeno una volta al giorno, anche se il giardino è spazioso, per evitare che si consolidi questa pericolosa abitudine.


Per quanto riguarda l'aggressività, bisogna ricordare che essa non è mai la caratteristica di una razza, è semmai la risposta con cui prende forma tale caratteristica. In questo caso, il cane guardiano segnala la presenza di estranei e, qualora superino il confine, potrebbe aggredirli: non si tratta di aggressività, ma di risposta del tutto logica ad un impulso. Il PT non è di per sé né aggressivo, né pericoloso, purché sia accolto in famiglia fin da cucciolo e si curi con attenzione la sua educazione. Ci sono poi alcune differenze, di solito apprezzabili, tra maschi e femmine: il maschio è di norma più stabile, equilibrato, ubbidiente, anche se può non tollerare la presenza di altri maschi; la femmina, invece, risulta talvolta più nevrile e imprevedibile, soprattutto con gli umani.


Ti consiglio perciò di tenere conto delle tue esigenze e di riflettere su alcuni punti, come ad esempio la collocazione del cane, il tempo e l'impegno che puoi dedicare alla sua educazione, la necessità o meno di un guardiano, la possibile paura di tua moglie, che potrebbe complicare molto le cose, e, infine, le disponibilità economiche per la cura perché purtroppo la displasia di anca e gomito è ancora diffusa anche negli allevamenti più seri. Ti consiglio perciò di adottare un cane cucciolo e se, per qualsiasi ragione, non dovessi poter garantire tutti i punti di cui si è detto, potresti comunque fare un giro al canile, dove ci sono tantissimi cuccioli dolcissimi che faranno al caso tuo.

Un caro saluto e buon cucciolo,


Gloria Vannucci

 

foto: wikipedia

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