Quando numeri di telefono e dati sulle varie piattaforme si rivelano un fattore identitario

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Le piattaforme online, come i social network, sono attualmente al centro delle mire dell’Union...

Le piattaforme online, come i social network, sono attualmente al centro delle mire dell’Unione Europea. La quale ha tutte le intenzioni di produrre una legge mirata al controllo e alla ridefinizione di certi loro aspetti: soprattutto quelli legati ai dati personali degli utenti iscritti. Lo scopo ultimo? Trasformare i profili in elementi “portatili”: di proprietà esclusiva dell’utente, con i dati personali più importanti non accessibili alle suddette piattaforme. Proprio come accade con i numeri di telefono, che sono di nostra proprietà e non appartenenti alle compagnie telefoniche: proprio come i numeri, anche i profili potrebbero un domani essere liberamente spostati sulle diverse piattaforme, avendone il totale controllo. Anche in questo caso, una possibilità inizialmente non contemplata. Si tratterebbe di un passo epocale nel computo della privacy degli utenti. 

Portabilità del numero e migrazioni di utenti: come e perché

Il numero di telefono, dicevamo, appartiene a noi e a nessun altro. Questo significa che oggi abbiamo il diritto e la possibilità di trasferirlo da una compagnia telefonica all’altra: un’operazione che tanti italiani fanno, per approfittare di tariffe e di piani più convenienti. Negli ultimi due anni, stando ai dati Doxa, il 16% degli italiani ha approfittato della portabilità del numero telefonico cambiando operatore. In sintesi, il cambio di gestore telefonico è una opportunità che molti italiani non si fanno scappare. Ma come funziona? Nel caso delle SIM ricaricabili è veloce e soprattutto gratuito, dato che non sono presenti contratti di sorta. Le cose sono più complesse per le SIM legate a piani tariffari: in tal caso bisogna pagare l’eventuale penale prevista dal contratto in essere, oppure attendere la sua scadenza. Ad ogni modo, la portabilità del vecchio numero è sempre garantita. Infine i motivi che spingono gli italiani al cambio di operatore possono essere molteplici. Basti pensare ad esempio ai malfunzionamenti della rete, all'attivazione di servizi non richiesti e non graditi, a un passaggio alla fatturazione a 28 giorni, per la quale alcune compagnie saranno sanzionate, che comporta inevitabilmente maggiori costi, fino al più ovvio desiderio di risparmio. Cambiare operatore però è davvero conveniente?

Cambio di operatore: è un’operazione vantaggiosa?

Tutto dipende dal contratto che lega un numero ad una compagnia, e dalle offerte presentate dalle stesse compagnie. Questo significa che il cambio di operatore è sempre conveniente, se il passaggio assicura dei vantaggi economici in termini tariffari. Ovviamente bisogna mettere in conto eventuali penali, ma che vanno ad ammortizzarsi nella maggior parte dei casi: ciò avviene per via del risparmio dovuto alle nuove tariffe. C'è da dire anche che non tutti gli operatori telefonici offrono delle tariffe vantaggiose a lungo termine, pertanto bisogna sempre informarsi prima di prendere una decisione, considerando tutti gli attori del settore. Oltre ai classici mega-operatori. Infatti, il consiglio è di considerare anche gli operatori virtuali, che consentono di risparmiare un po' di più. Ad esempio, visitando portali di operatori come Kena Mobile si possono scoprire molte offerte per telefonia mobile ricaricabile interessanti. Le suddette garantiscono un netto risparmio rispetto ai piani telefonici più datati: ciò consente di affrontare senza pesi le eventuali penali legate al contratto precedente.

Portabilità e identità: i due fattori sono legati

Il numero di telefono rappresenta in qualche modo una parte della nostra identità, e questo accade anche con i nostri profili sui social network: i quali ci rappresentano nel mondo online. Un parallelismo – quello fra numero e profilo social – che trova riscontri anche nelle politiche dell’UE. Proprio come è stato fatto per i numeri di telefono, un domani anche i profili dovrebbero diventare “privati”: dunque gestiti dallo Stato e non dai social. Questo significherebbe avere il diritto di migrare di piattaforma in piattaforma, totalmente padroni dei propri dati sensibili. Il vantaggio, in tal caso, riguarderebbe ovviamente la protezione della propria privacy.

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