Renzi sulle Unioni civili: "Ho giurato sulla Costituzione, non sul Vangelo"
Politica Marche

Renzi sulle Unioni civili: "Ho giurato sulla Costituzione, non sul Vangelo"

venerdì 13 maggio, 2016

ROMA – In seguito all'approvazione alla Camera della legge sulle Unioni civili, il premier Matteo Renzi, ospite nel salotto di Porta a Porta, ha parlato di «un passo avanti storico perchè per anni le persone sono state prese in giro dalla politica». «Non darei una lettura politicistica – ha aggiunto - Da trent'anni si discute di molte cose in Italia e anche del riconoscimento dei diritti delle coppie dello stesso sesso. Negli ultimi 15 anni tante cose sono cambiate. Si prometteva di fare una legge e poi non si faceva. Ora finalmente le cose si fanno. Si tratta di una legge equilibrata, di compromesso, non accontenta tutti, ma adesso e' realta' dopo anni in cui altri chiacchieravano e basta». [MORE]

In merito alla ritrosia del mondo cattolico il premier ha poi detto: «L'atteggiamento negativo di parte della gerarchia e di parte del mondo cattolico era ovviamente atteso. Io sono cattolico ma faccio politica da laico: ho giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo. Ma ho rispetto di tutti e conoscendo il mio mondo sapevo che le polemiche ci sarebbero state. E' assolutamente rispettabile che ci sia chi non è d'accordo».

«Ogni volta sui diritti delle coppie dello stesso sesso si è fatta una legge che diventava un bellissimo oggetto di discussione elettorale ma non materia parlamentare - ha proseguito il presidente del consiglio - E invece adesso finalmente le cose si fanno. La legge è equilibrata, di compromesso, non tutti possono esultare. E' una festa per tutti? No perché molti dicono non ci sono pieni diritti, altri dicono che è stato fatto troppo. Però adesso è realtà, prima si chiacchierava e basta».

Toccando il capitolo stepchild adoption il premier ha invece detto: «La legge sulla stepchild? È prematuro, si è capito che a questo giro i numeri non c’erano. Vediamo, io vorrei de-ideologizzare la questione, poi vediamo se cambierà qualcosa da qui a fine legislatura ma ora valorizziamo quello che abbiamo fatto». Renzi ha poi difeso il ricorso allo strumento della fiducia: «Serve per verificare se si può andare più veloce in Parlamento, ma anche un rischio: significa dire 'su questa cosa mi gioco la faccia del governo, perché se non funziona vado a casa'».

Il premier ha inoltre risposto alla protesta dei sindaci leghisti, contrari a celebrare le unioni civili: «Un sindaco non è obbligato a celebrare sempre i matrimoni, io celebravo il 2 per cento dei matrimoni il sabato mattina, poi possono farlo altri. Il punto è l’istituzione: se c’è la legge, si rispetta. Siamo, invece, “à la carte”, ognuno fa come gli pare».

Intanto, l’opposizione di centrodestra si costituisce in comitato e promette una battaglia referendaria in vista di un altro referendum, quello sulle riforme.
Nel corso della conferenza stampa alla Camera dei Deputati, un gruppo di parlamentari di centrodestra – tra cui Eugenia Roccella, Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi di Idea, Maurizio Gasparri e Lucio Malan di Forza Italia, Gian Marco Centinaio e Nicola Molteni della Lega, Francesco Bruni e Lucio Tarquinio dei Conservatori e Riformisti, Fabio Rampelli ed Edmondo Cirielli di Fratelli d'Italia, Gian Luigi Gigli e Mario Sberna di Ds-Cd, Guglielmo Vaccaro di Italia Unica e il presidente della Commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi - ha infatti annunciato l’avvio di una serie di iniziative per l'indizione di un referendum abrogativo in materia di unioni civili.

Il referendum è volto ad abrogare solo una parte della legge approvata ieri alla Camera, «solo alcuni articoli, in particolare quelli che creano una discriminazione tra ipotesi di convivenza tra coppie eterosessuali e quelle omosessuali».
«Non siamo contrari a che vengano assegnati diritti alle persone e alle affettività, ma questa legge tende a creare un simil-matrimonio per poter mettere mano alla categoria della genitorialità e per poter consentire a due omosessuali di diventare genitori di figli programmati e che come tali avranno grandi problemi. Chiediamo l'abrogazione parziale per difendere i più deboli; quei bambini che hanno tutto il diritto di avere un padre e una madre e sapere da dove provengono», queste le parole di Gaetano Quagliariello.

[foto: tgcom24.mediaset.it]

Antonella Sica


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