Saipem, a causa delle svalutazioni, chiude in rosso per 230 milioni

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MILANO, 16 FEBBRAIO 2015 - Un 2014 in rosso per Saipem, un altro anno in rosso in realt&ag...

MILANO, 16 FEBBRAIO 2015 - Un 2014 in rosso per Saipem, un altro anno in rosso in realtà dove a pesare sarebbero ancora le svalutazioni.

Le svalutazioni a cui si fa riferimento attengono ai contratti, rivisti per il crollo del prezzo del petrolio, che, quest'anno, causeranno anche la mancata distribuzione del dividendo, nonostante l'utile netto adjusted di 180 milioni. Umberto Vergine, amministratore delegato, pur consapevole delle difficoltà, si dichiara "fiducioso" per il nuovo esercizio, soprattutto, dopo la cancellazione di South Stream, in prospettiva dell'intenzione di Gazprom di procedere con il gasdotto sotto il Mar Nero approdante in Turchia.

Saipem, società del gruppo Eni, ha dunque annotato ricavi in crescita per 12, 87 miliardi, un margine operativo lordo a 1,21 miliardi e una perdita netta di 230 milioni di euro a causa delle svalutazioni di 410 milioni di euro. Se il contratto con la russa Gazprom venisse confermato, gli utili netti previsti per il 2015 sarebbero di 200-300 milioni, con ricavi tra 12 e 13 miliardi,  risultato operativo tra 500 e 700 milioni e riduzione del debito netto sotto i 4 miliardi, dati piuttosto vaghi a causa delle varie incertezze legate al progetto South Stream e al prezzo del petrolio.

Da Saipem fanno inoltre sapere che l'azienda, "dovrà ancora eseguire 1,8 miliardi di euro di contratti a bassa marginalità".

Fonte foto: trend-online.it

Ilary Tiralongo

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