Splendido Nosferatu da collezione per i tipi della NPE

232
Scarica in PDF
Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo MESSENGER!
Roma, 31 gennaio - Il regista tedesco Friedrich Wilhelm Murnau fu il primo a portare sullo sche...

Roma, 31 gennaio - Il regista tedesco Friedrich Wilhelm Murnau fu il primo a portare sullo schermo cinematografico la leggenda di Dracula. Fece questo esperimento con la pellicola muta “Nosferatu il vampiro”, beccandosi una denuncia dagli eredi di Bram Stoker per violazione del diritto d’autore e venne condannato a distruggere tutte le copie della pellicola. 

Tuttavia una copia clandestina fu salvata e il film è riuscito a giungere fino a noi, dettando un registro narrativo che grazie ad un particolare uso delle ombre lo fece diventare un irripetibile classico del cinema. 

A questa pellicola, che inaugurò di fatto nel 1922 quel filone che di lì a poco portò sul grande schermo una lunga serie di mostri e creature demoniache, è dedicato oggi il primo adattamento a fumetti proposto dai mirabolanti tipi della Nicola Pesce Editore.  

Il mito del vampiro, grazie a questa pregevole graphic novel che si ispira ai fotogrammi del film, riesce così a dimostrare la sua modernità, dal momento che risponde alle necessità di carattere fondativo e riflessivo che proprio riguardo alla condizione umana il concetto stesso di mythos richiede. 

Si tratta, in sostanza, di un albo cartonato da collezione davvero particolare che, in color seppia su una carta ingiallita ed invecchiata, utilizza per il lettering persino lo stesso stile usato nelle pellicole mute. 

Questo capolavoro del regista tedesco, considerato a ragione uno dei capisaldi del cinema horror ed espressionista, pienamente ispirato al romanzo del 1897 dedicato al Conte Dracula, entra così adeguatamente nel terzo millennio, dove il tema del vampirismo dal "Vampyr" di Dreyer, al "Dracula" di Browning o alla rilettura di Francis Ford Coppola, è giunto fino al filone che nel cinema contemporaneo vede ilsuo più celebre rappresentante nella saga seriale di "Twilight".

Maurizio LOZZI




InfoOggi.it Il diritto di sapere