Teatro Arvalia presenta "Le Scarpe"

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Il testo mette in scena le relazioni vissute “al ribasso” tra le persone, ponendo al cen...

Il testo mette in scena le relazioni vissute “al ribasso” tra le persone, ponendo al centro il bisogno di mantenere vivi i rapporti, a qualunque costo, per una debolezza dell’animo che non consente di correre il rischio di perderli, anche a costo di mentire, anzi, mentendo.

Non si parla di casi al limite della patologia ma di una tendenza a considerare se stessi solo in relazione agli altri, commettendo l’errore grave e a volte irreparabile della perdita del senso di sé. La reazione a questa consapevolezza è il prodigarsi affinché i rapporti perdurino, anche a costo di sminuirli nell’essenza, anche a costo della sopportazione, purché rimangano vivi a testimonianza dell’esistenza di sé.

Tanto in fondo si è spinta questa maniera di intendere le cose che il concetto di ego ha ormai connotazioni solo negative, proprio perché si rifiuta ogni idea di appartenenza ad una sfera personale ma la si mette, quella sfera personale, sempre e solo in relazione ad un’altra sfera personale, che a sua volta esiste solo in relazione…
La stortura che questo tipo di atteggiamento provoca è nella morbosità di certi rapporti, nell’attaccamento assoluto all’altro.

Se a questa condizione si aggiunge anche un altro malanno dei tempi di oggi, ma riscontrabile per la verità in ogni tempo, e cioè la mancanza di denaro, allora le cose si complicano ulteriormente. La serenità delle relazioni è impossibile in assenza della serenità economica. Chi dice il contrario non ha mai avuto problemi di soldi.
Quando le due situazioni, l’attaccamento all’altro e la mancanza di soldi, confluiscono in un’unica condizione, allora quello che ne viene fuori è l’esercizio della menzogna come mezzo per sopravvivere, per poter conservare i rapporti, perché la vita vada avanti. E anche la menzogna detta a “fine di bene”, sempre si scopre essere causa e portatrice di malanni gravissimi e di rapporti che sembrano, solo in superficie, sani e puliti.

Ma la menzogna nasconde in sé il concetto di svelamento: perché qualcosa sia menzogna ha bisogno di essere svelata, altrimenti si confonderebbe con la verità. E quando questo svelamento avviene, allora nulla può salvarsi, i rapporti si perdono, e la deriva possibile rimane solo la cattiveria, esercitata sempre allo stesso scopo: dimostrare di esistere in relazione agli altri. La cattiveria nei rapporti, per tenere gli stessi rapporti saldi e fermi. La cattiveria come maniera di esistere.
Questo, in breve, è “Le scarpe”.
 

Teatro Arvalia - Via Quirino Majorana 139 - 00146 Roma
Tel. 0655382002 – Cell. 3334366182 - e-mail: arvalia.lofficinadelteatro@gmail.com
www.teatroarvalia.it

 

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