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Verso la presidenza delle Camere: Riccardo Fraccaro è il nome del M5s per la Camera dei deputati

Campania

ROMA, 24 MARZO 2018 - E' iniziato stamattina alle 9 un vertice a palazzo Grazioli tra i principali candidati dei partiti della coalizione di centro destra Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini. L'incontro si inserisce nel tentativo in extremis di evitare la spaccatura del centrodestra. Infatti, ieri Giorgia Melone, leader di FdI, aveva chiesto un vertice per provare a superare le divisioni.[MORE]

Novità sul fronte Movimento 5 stelle: durante la notte a poche ore dall'assemblea dei gruppi congiunti i capigruppo del Movimento Giulia Grillo e Danilo Toninelli hanno annunciato che il candidato ufficiale alla guida di Montecitorio è Riccardo Fraccaro.

All'hotel Forum da Beppe Grillo si sta tenendo un vertice dello "stato maggiore del M5S". Prima dell'assemblea in cui dovrebbe essere confermata la candidatura di Riccardo Fraccaro alla presidenza della Camera nell'albergo dove alloggia Grillo sono arrivati il capo politico M5S Luigi Di Maio, i deputati Alfonso Bonafede e Stefano Buffagni, Alessandro Di Battista e lo stesso Fraccaro.

"Fraccaro ha esperienza, essendo stato segretario dell'ufficio di presidenza della Camera", spiegano fonti vicine al M5s decidendo di non puntare sul nome di Roberto Fico a quella dell'esponente del Trentino Alto Adige, tra i parlamentari più vicini a Luigi Di Maio e supervisore, assieme a Alfonso Bonafede, della giunta di Virginia Raggi nei mesi critici dell'amministrazione capitolina. "Contiamo sui voti della Lega", continuano a confermare i 5 stelle che ricordano come Fraccaro sia stato anche protagonista della battaglia del Movimento sull'abolizione dei vitalizi, uno dei punti principali del programma annunciato da Di Maio. Resta da vedere se la candidatura di Fraccaro - che sarà ratificata in matinata dall'assemblea congiunta - sia destinata a resistere. Ancora aperti infatti sono i giochi per le Camere dopo la rottura tra Lega e FI e dopo l'annuncio, da parte di Matteo Salvini, del suo appoggio al M5S per Montecitorio. 

«Abbiamo dato la disponibilità di votare un esponente di Forza Italia, speriamo che anche altri abbiano lo stesso senso di responsabilità». Queste le parole di Matteo Salvini parlando al Senato con i giornalisti dopo aver annunciato che la Lega voterà per Anna Maria Bernini, Forza Italia. Nonostante questo aspetto, Silvio Berlusconi si è opposto al nome di Bernini: «I voti della Lega a Bernini rompono coalizione. Smaschera progetto governo Lega». Ma Di Maio rincara: «Per la Presidenza del Senato siamo disponibili a sostenere Anna Maria Bernini o un profilo simile». Conferma da Salvini sulla volontà dell'accordo con i 5 stelle più che con Berlusconi: «Appoggeremo un esponente del M5S alla Camera, attendiamo di conoscere i nomi».

Il capogruppo della Lega alla Camera Giancarlo Giorgetti ha spiegato: «Abbiamo fatto un favore a Berlusconi. Il suo un atto di ostilità a freddo». Per Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati: «La decisione della Lega - non concordata con gli alleati di centrodestra, di votare strumentalmente la collega Bernini al Senato, venendo meno agli accordi presi - rappresenta una provocazione che mette seriamente a rischio la tenuta della coalizione. Un comportamento assurdo, che Salvini dovrà spiegare in primo luogo agli elettori di centrodestra. Ci siamo presentati alle elezioni uniti, con programmi condivisi, con medesimi valori e con patti chiari. Se la Lega vuole distruggere tutto e fare un governo con il Movimento 5 Stelle lo dica subito e se ne assuma la responsabilità. Basta prese in giro, basta giochetti di Palazzo intollerabili». Ignazio La Russa di FdI ha invece spiegato: «Giorgia Meloni sta cercando disperatamente unito tutto il centrodestra anche di fronte a forze centrifughe che cercano di sparigliare.

Oggi la seduta riparte con la quarta votazione, per cui è necassario raggiungere i 2/3 dei voti.

Fonte immagine Termometro Politico

Claudia Cavaliere