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Bologna, Romano Prodi in favore del progetto Aldini: "è la salvezza dell'Italia"

Emilia Romagna

BOLOGNA, 19 MAGGIO 2014 – Ducati e Lamborghini unite insieme per promuovere un progetto di studio “duale”, il primo caso in Italia, in collaborazione con lo storico istituto tecnico bolognese Aldini Valeriani. Si tratta di una sperimentazione didattica attraverso cui le due prestigiose aziende (oggi entrambe del gruppo Volkswagen), permetteranno agli studenti dell'istituto tecnico di trascorrere solamente sei mesi tra i banchi di scuola, mentre i restanti sei in una nuova forma di tirocinio all'interno delle mitiche fabbriche, da cui nascono moto e auto sportive.[MORE]

Per attuare questo progetto è però necessario superare alcuni problemi burocratici e regolamentari, ed è dalla Cina, precisamente da Shangai, che ieri è giunto un importante incoraggiamento. Romano Prodi, quasi dall'altra parte del mondo, ha ritenuto l'esperimento didattico bolognese la notizia più rilevante di tutta la rassegna stampa italiana, nonostante quest'ultima pulluli di news riguardanti le vicende politiche della campagna elettorale in corso, compreso il sit-in di protesta della Lega proprio sotto casa sua. Proprio come riporta “Bologna Repubblica”, l'ex premier ha voluto spendere qualche parola sull'esperimento Aldini in termini entusiastici: «Ho letto con moltissimo interesse la notizia di quello che sarebbe il primo caso di sperimentazione in Italia di insegnamento duale, e penso che sarebbe un modello indispensabile per salvare l’Italia industriale.» Come ogni cosa nuova, anche questa si potrebbe scontrare con i regolamenti esistenti, ma ci sono comunque buone speranze di farcela: «Ci sono problemi e ostacoli, ho visto che l’assessore Patrizio Bianchi ha buttato in campo tutto il peso della Regione - ha detto Prodi - io credo che si debbano unire le forze per produrre cambiamenti regolamentari e cominciare subito questo esperimento».

Questo è un progetto che potrebbe finalmente parlare ai giovani nella loro lingua: «È un messaggio importante - afferma il professore - perché trattandosi di imprese “glamour”, che producono oggetti cari ai giovani, possono introdurre una riflessione sulla scuola tecnica e sulla gerarchia giusta da assegnarle». Prodi coglie inoltre l'occasione per sottolineare l'importanza degli istituti tecnici, soprattutto per quanto riguarda il futuro dell'economia italiana: «La prosperità delle regioni avanzate d’Italia non è stata fatta da economisti o avvocati, ma da periti, ingegneri e operai specializzati, per questo c’è bisogno che siano bravi anche in futuro, e questo è un pezzo del compito che abbiamo di fronte».

Stefania Putzu