Cardito, l’assassino del bimbo di 7 anni confessa: “Avevano rotto la sponda del lettino nuovo”

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CARDITO, 29 GENNAIO – Nuovi agghiaccianti sviluppi nelle indagini sul drammatico caso di cronaca c...

CARDITO, 29 GENNAIO – Nuovi agghiaccianti sviluppi nelle indagini sul drammatico caso di cronaca che ha ad oggetto la morte del bambino di sette anni trovato senza vita la scorsa domenica, a Cardito, in provincia di Napoli. 

Tony Essoubti Badre, il 24 enne italo-tunisino in stato di fermo da ieri, ha confessato i motivi dell’aggressione ai danni del piccolo Giuseppe e della sorellina di otto anni, entrambi figli della compagna. I minori sarebbero stati massacrati di botte perché, giocando, avevano rotto la sponda del lettino comprato di recente, e per il cui acquisto erano stati fatti sacrifici economici. Questa, dunque, la motivazione che avrebbe originato la violenza perpetrata nei confronti dei due bambini, violenza nella quale Giuseppe ha trovato la morte. 

L’uomo, accusato di omicidio volontario e tentativo di omicidio aggravato, ha precisato di non aver utilizzato il manico della scopa per picchiare i due fratellini ma entrambi sarebbero stati colpiti a calci e pugni. L’assassino avrebbe dunque rotto, a suo dire, il bastone della scopa per rabbia. L’udienza di convalida del fermo è in programma per la mattinata di domani, 30 gennaio, nel carcere di Poggioreale a Napoli.

Resta da chiarire il ruolo della compagna dell’offender, nonché madre di Giuseppe e della sorellina di otto anni, trovata con il volto massacrato ma fortunatamente non in pericolo di vita. La donna, di anni 30, avrebbe assistito al pestaggio e non avrebbe fatto nulla neanche quando suo figlio ha perso i sensi. Al momento non è stata ancora iscritta al registro degli indagati.

Forse, ma è ancora da accertare, Giuseppe si sarebbe potuto salvare se i soccorsi fossero stati allertati in tempo. Sembrerebbe, da quanto riportano le agenzie di stampa, che Tony Essoubti Badre  abbia telefonato a sua madre domenica mattina alle 10 ma la donna avrebbe raggiunto l’abitazione della coppia soltanto intorno alle 12.30, perché visti i continui litigi tra il figlio e la compagna, non si sarebbe preoccupata. All’arrivo della madre dell’indagato sono stati avvisati i soccorsi. Ed è proprio su quel buco temporale tra le 10 e le 12.30 che gli inquirenti cercano di far luce, ricostruire cosa sia potuto accadere e se Giuseppe sia stato lasciato morire in una lenta e barbara agonia.

La testimonianza della bambina, ricoverata ancora presso l’ospedale Santobono di Napoli, è stata fondamentale all’attività investigativa per risalire all’identità dell’uomo che ha ucciso suo fratello, davanti ai suoi occhi, e le ha provocato tumefazioni al volto. La bambina è definitivamente fuori pericolo. 

 

Luigi Cacciatori 

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