Genova, Renzo Piano dona alla Regione un progetto per un ponte

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GENOVA, 28 AGOSTO – L’archistar Renzo Piano, nato proprio a Genova 80 anni fa, ha presen...

GENOVA, 28 AGOSTO – L’archistar Renzo Piano, nato proprio a Genova 80 anni fa, ha presentato oggi in Regione una “idea di ponte” che potrebbe essere sfruttata in futuro per sostituire l’ormai tristemente noto ponte Morandi, crollato lo scorso 14 agosto. L’architetto si è presentato al palazzo della Regione insieme ad alcuni collaboratori con delle scatole di cartone bianche che avevano la sembianza di veri e propri plastici.

“Sono 14 giorni, da quando il viadotto Morandi è caduto, che non smetto di pensarci” ha detto Piano, che già aveva reso note le proprie intenzioni in un articolo sull’Observer della rivista The Guardian. In questo aveva affermato che sarebbe stato felice in caso di un coinvolgimento nella ricostruzione del ponte, dato anche il suo ruolo come senatore a vita.

Tuttavia, l’architetto smorza gli entusiasmi in merito all’idea presentata stamattina al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e al sindaco di Genova Marco Bucci. “I ponti li disegnano gli ingegneri, li costruiscono gli ingegneri, diciamo che un progettista si aiuta con degli oggetti, con degli schizzi. Per ora non si può parlare di disegno progettuale ma di impegno morale, a fare in maniera che questo nuovo ponte porti con sé i tratti della genovesità”. Inoltre, ha espresso forti perplessità in merito ai tempi di realizzazione: ha dichiarato di non credere “ai tempi record per la ricostruzione. Credo nei tempi giusti, bisogna fare presto ma non in fretta”.

La decisione di ricostruire ha una necessità anche simbolica e morale per tutta l’area. “L’architettura fa questo: celebra e costruisce, la città costruisce cambiamenti e documenta. L’importante è non cadere nella retorica”, ha affermato, aggiungendo poi che l’area della Val Polcevera coinvolta nel crollo del ponte Morandi detiene una grandissima importanza nonostante la sua natura periferica: “Ho lavorato sempre sul tema delle periferie, un’area di trasformazione industriale e ferroviaria, un’area di straordinaria importanza per la città, Genova non può pensare di crescere né verso il mare né verso monte, quindi l’area dove passava il ponte ha un grande valore urbanistico”.

[Foto: quotidiano.net]

Velia Alvich

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