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Il programma giusto per far ripartire la nostra umanita'

Calabria

18 MAGGIO 2015 - L’uomo ha un limite che lo rende vulnerabile e lo spinge ad andare oltre le sue capacità naturali. Le fantasticherie del suo cuore si perdono spesso tra i meandri della sua limitata lucidità, diventando causa di insoddisfazioni, delusioni, sconfitte. Qualcuno potrebbe obiettare che questa lettura del comportamento umano sia riduttiva, rispetto alle sconfinate risorse che possiede l’uomo. Bisogna però precisare che le potenzialità di un qualsiasi individuo possono essere messe in campo con il massimo del rendimento, solo se lo stesso ha ben provveduto a “inserire” dentro di sé il programma giusto e finalizzato ad ottenere risultati compatibili e gestibili. L’esempio più immediato è il nostro computer, sia esso piccolo o dalle dimensioni tali di gestire tutte le informazioni dello scibile umano.   

Il suo funzionamento in relazione alla cose da rilevare è legato indiscutibilmente all’installazione del programma specifico. Non è fuori luogo perciò affermare, che anche in noi dobbiamo saper installare il programma giusto, se vogliamo vivere la quotidianità da protagonisti proiettati verso il bene comune, con la naturale soddisfazione di mettere a frutto i talenti che ci appartengono. I talenti non vanno nascosti, ne utilizzati con il programma sbagliato, ma messi in sintonia con il mondo che ci circonda, utilizzando il programma più adatto.  [MORE]

Ogni essere umano, come il computer, senza programma è una scatola vuota, senza poi quello giusto rischia di deragliare. Limiterà di riflesso la sua vita, quella dei suoi cari o persone vicine, così come quella della comunità in cui vive, privata comunque di una serie di virtualità che gli appartengono.

Non esiste al mondo un programma più perfetto degli insegnamenti che ci provengono dalla Parola, riscontrabili da tutti, credenti e non, nei molteplici quadri storici che compongono nel loro insieme il vangelo o nelle note sapienziali di ogni pagina delle vecchie sacre scritture. Un politico, un professionista, un impiegato pubblico o privato, un genitore, un giovane, una donna o un uomo sofferenti, un magistrato, un contadino, un muratore, un meccanico, ecc., potranno sicuramente svolgere meglio il loro ruolo o superare una problematica personale, di famiglia o della comunità di riferimento, se avranno agito con un programma di tale portata. Oltre ci sono soltanto le relazioni umane intrise di autoreferenzialità, che sanno di sicuro utilizzare programmi di nuova generazione e di massimo rendimento, ma che prima o poi, finito l’effetto esteriore, mettono in luce le crepe di una società che più cresce e più rimane inappagata.

Papa Francesco ci mette in guardia di un relativismo che sta falsificando l’uomo, affiancandolo ad un Dio fai da te e ad una saggezza a fase alterne, per la quale tutto è possibile. Su questa strada si è tentati ad utilizzare qualsiasi programma di vita. I risultati però li conosciamo! Scrive a proposito il teologo Mons. Costantino Di Bruno, con toni forti e chiari per noi laici, ma anche per i religiosi. “Avendo noi abolito, cancellato, distrutto Cristo, come nostro vero, unico, solo programma per il buon funzionamento della nostra umanità, siamo tutti una scatola vuota, rumorosa, che grida, urla, si ribella, cerca, chiede. Siamo anche una scatola presuntuosa, arrogante, ignorante, superba, stolta. Ognuno suggerisce alle altre scatole il suo programma, che è un programma non solo vuoto, ma anche dannoso. Di questo disastro umano anche gli uomini di Dio sono responsabili”. L’augurio è che ognuno di noi percorra i passi necessari per munirsi del programma giusto, capace di far ripartire la nostra umanità.

Egidio Chiarella 
http://www.egidiochiarella.it/
egidiochiarella@gmail.com