InArt - Alla ricerca del Mazzullo "perduto". Storia di un equivoco

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MESSINA, 10 NOVEMBRE 2013 - Ancora una volta Infooggi.it torna a parlare del grande artista messines...

MESSINA, 10 NOVEMBRE 2013 - Ancora una volta Infooggi.it torna a parlare del grande artista messinese scomparso nel 1988, Giuseppe Mazzullo, e delle sue opere. L’argomento questa volta, però, è di ben altra natura. Nell’anno in cui si tengono le celebrazioni per il Centenario della nascita dell’artista, Giuseppe Morgana, curatore e Art Consultant, recentemente intervistato nella nostra rubrica, ha avuto modo di effettuare delle ricerche approfondite, volte alla costituzione dell’Archivio Storico delle opere del Mazzullo, ed alla preparazione di un catalogo generale ragionato.

E’ proprio durante lo sviluppo delle ricerche che Morgana ha scoperto che il Comune di Messina è proprietario di ben quattro opere di Mazzullo, di un’opera grafica e tre sculture. Il problema, però, è che consultando negli uffici dell’Economato l’inventario delle opere d’arte di proprietà del Comune, è emerso che due sculture sono state erroneamente classificate come “reperti archeologici” di “valore inestimabile”. Il curatore ha, così deciso di inviare una lettera al sindaco di Messina, Renato Accorinti, facendo presente che le opere in questione (“Testa”, pietra, 1958 cm 46 x 25 nr. inv. MAG 053 R93 e “Adolescente”, pietra, 1965 cm 115 x 62 nr. inv. MAG 044 F1) sono, tra l’altro, collocate una nell’anticamera e l’altra nella stanza stessa del Sindaco.

La “svista”, come precisa Morgana nella lettera, è testimoniata anche dalle notizie riportate sul Dizionario Biografico degli Italiani edito dalla Treccani, oltre che dal catalogo della mostra antologica tenuta al Palazzo dei Normanni di Palermo nel 1977, dove le opere sono state anche pubblicate.

“Mi sono sentito in dovere - ha dichiarato a Infooggi Morgana -, da cittadino e da professionista, di comunicare al massimo rappresentante del Comune di Messina, in quanto proprietario e "custode" delle opere, che le stesse erano erroneamente classificate sin dal 2008; ancora però, date anche le numerose e urgenti istanze a cui è sottoposto quotidianamente il Sindaco, non ho avuto risposta”.

“Mi sono reso conto dell'errore preparando la documentazione per il costituendo archivio generale delle opere di Mazzullo e per la prossima mostra, con documenti rari e inediti, alla Galleria Provinciale Lucio Barbera; facendo una ricerca approfondita su tutta la produzione dello scultore e confrontando le varie pubblicazioni i conti non tornavano: mancavano due opere”, così il curatore spiega come ha fatto la clamorosa scoperta.

“Devo anche sottolineare - continua Morgana - la grande disponibilità ad approfondire le ricerche da parte dell'ufficio comunale che conserva l'inventario delle opere d'arte del Comune di Messina. Paradossalmente l'equivoco, le cui cause non voglio assolutamente commentare, è un grandissimo complimento a Peppino Mazzullo, che ebbe a dire: "vorrei scolpire come fanno il vento, la pioggia e le intemperie; cioè trovare la forma delle figure come fosse un'abrasione, come se si trattasse di far emergere dal sasso una figura antica, e trattarla come il vento e la pioggia hanno trattato le cariatidi dei templi, i telamoni ritti sulle rovine, scavando cioè lungo le tracce della mano degli artisti fino a ritrovare la drammatica essenza di quelle figure".

“Mi auguro vivamente - conclude l’Art Consultant - che il clamore suscitato dalla notizia, unitamente al difficile ma appassionante lavoro che c'è dietro la creazione di un archivio, possa riaccendere i riflettori sull'arte di Mazzullo, scultore di respiro internazionale e figura unica nel panorama artistico del '900”.

(In copertina Giuseppe Mazzullo ed una delle opere site nella sede del Comune di Messina. In photogallery particolari delle due sculture attribuite da Giuseppe Morgana al Mazzullo)

Katia Portovenero 

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