Intervista ai Psychopathic Romantics. Leggeteli, ascoltateli e non fateli candidare alle elezioni
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Intervista ai Psychopathic Romantics. Leggeteli, ascoltateli e non fateli candidare alle elezioni

mercoledì 11 giugno, 2014

MILANO, 11 GIUGNO 2014 - Psychopathic Romantics, seguo questa band fin dai tempi di Rocchenrolla e il mio stereo ha fatto suonare tutti i loro dischi usciti fino ad ora. Una band di quelle che ti fanno riflettere e rilassare. In occasione della loro terza uscita discografica con un omonimo EP, ecco la loro intervista.


1. Chi sono gli Psychopathic Romantics?

Psychopathic Romantics è il nome di una band indipendente nata nel 2005 a Caserta, in Campania, e che oggi è alla sua terza uscita discografica, un EP autoprodotto e senza titolo, di sette brani.
La line-up attuale è di quattro elementi: Mario ‘Dust’ (voce, batteria e chitarra acustica), cantautore italo-americano ristabilitosi in Italia dopo quasi 20 anni trascorsi nel North-East degli States, autore di gran parte dei pezzi, tutti scritti e cantati in inglese, nonché ideatore del progetto Psychopathic Romantics insieme a Vincenzo (basso), a cui si sono fin da subito affiancati Augusto e Filippo, che suonano chitarra elettrica, ma anche mandolino, bouzouki, harmonium, toypiano, glockenspiel e altre cianfrusaglie assortite a turno.
Psicopatiche e romantiche sono anche tutte quelle persone che hanno accettato di contribuire alla realizzazione del nostro ultimo lavoro: musicisti in studio e dal vivo (Giuseppe Giroffi al clarinetto e al sax, Alessandro Fusco alla tromba, Raffaele Frascadore ai cori, Christian Di Meola alla batteria), fotografi (Eliano Imperato, autore della suggestiva immagine di copertina dell’EP), artisti (Vincenzo Fioretti, autore dei disegni e della grafica del booklet interno), e tutti quelli che da poco o da sempre, più o meno consapevolmente, hanno scelto di sostenerci.

2. ALTERED EDUCATION (2007), PRETTY PRIZES (2010) e ora PSYCHOPATHIC ROMANTICS (2014), come mai la scelta di uscire con un omonimo ora?

Stiamo attraversando un periodo di evoluzione anche per quanto concerne l’argomento “nomi”: c’è stata da parte nostra più di qualche remora nel conservare l’attuale nome della band, del quale non siamo più tanto convinti. Psychopathic Romantics rappresentava, negli intenti degli esordi, la trasposizione del concetto di razionale ed irrazionale nella mente umana. Oggi, abbandonate pretestuose e fuorvianti teorizzazioni, rappresenta un nome impronunciabile ai più, difficile da ricordare, che genera anche facili fraintendimenti sulla musica che facciamo.
Non abbiamo un nuovo nome solo perché non abbiamo trovato un’alternativa davvero convincente, in grado di mettere tutti d’accordo (anzi accettiamo consigli!), e lo spreco di tempo ed energia in questa vana ricerca, ci ha fatto sottovalutare e mettere da parte la ricerca di un titolo per l’EP, che alla fine dei conti, poveretto, si è ritrovato senza nome.[MORE]

3. Come nasce l’Ep Psychopathic Romantics?

Dopo la pubblicazione ed il tour di ‘Pretty Prizes’, abbiamo dovuto affrontare una “crisi creativa” al contrario, nel senso che avevamo troppo nuovo materiale su cui potenzialmente lavorare, rischiando di non capirci più niente. Facendo il punto della situazione, ci siamo ritrovati con quasi 40 pezzi degni di non essere cestinati al primo ascolto. Nell’ultimo anno abbiamo sviluppato parte di questo materiale inedito, fino ad ultimare la registrazione di 21 brani. Ci sembrava troppo azzardato dare alle stampe un disco con tutti questi brani, ed anche poco economico, così abbiamo scelto di pubblicarne un po’ alla volta sottoforma di EP, per poter nel frattempo cercare e valutare anche eventuali collaborazioni in termini di produzione, promozione e crescita del progetto. ‘Psychopathic Romantics’ è il primo EP di questa serie, autoprodotto ed uscito ad aprile.

4. A sette anni dal primo lavoro autoprodotto, quanta strada ha fatto la band?

In termini di km, ne abbiamo fatti più di 100.000, girando l’Italia e spingendoci un paio di volte anche all’estero. Questo progetto ci è già costato un’auto station wagon, ora giriamo con un’utilitaria a gas, cosa che ci ha costretto a rivedere e ridimensionare il setup. Ma non importa, intendiamo farne molta e molta ancora di strada. Alla fine dei conti ne abbiamo fatta ancora troppo poca per ritenerci soddisfatti.

5. Nel 2012 vi cimentante nella produzione di una miniserie web dal titolo “Materiale non destinato al consumo umano”, 3 brani/atti cantati in italiano, perchè questa scelta stilistica?

Mario ‘Dust’ parla spesso nei suoi testi dell’attuale situazione politica, economica e sociale. Ne parla però in inglese, visto che la sua lunga permanenza all’estero, compresi tutti i livelli d’istruzione, ne fa di fatto la sua lingua madre. Ne ha un controllo migliore che gli consente di utilizzare espressioni più efficaci, ed anche di parlare “tra le righe”, ma allo stesso tempo non consente un’immediata fruibilità a buona parte del pubblico italiano.
La scelta di far uscire questa miniserie in italiano scaturisce proprio dal desiderio di recapitare ad un pubblico più vasto, ed anche più coinvolto nei temi trattati, quello che già normalmente diciamo nelle nostre canzoni. Il linguaggio è molto semplice e diretto, a volte anche forte, proprio quello che si potrebbe utilizzare fuori al bar o in pausa al lavoro.
Il titolo è piuttosto ironico e fa riferimento al fatto che spesso le persone trattano questo “materiale”, cioè questi argomenti, come se non fossero cose che le riguardino direttamente.

6. Avete mai pensato ad una produzione su vinile?

Assolutamente sì. Così facendo speriamo di invogliare prima o poi qualche dj ad utilizzare un nostro disco per scratchare! Scherzi a parte, pur di diffondere la nostra musica, saremmo disposti ad utilizzare tutti i supporti possibili ed immaginabili, dalle musicassette agli stereo8, dai minidisc al nastro magnetico. Valuteremo richieste particolari da parte dei fan.

7. “Finchè la morsa non diventerà stretta il popolo non si risveglierà e solleverà”, recita così un verso di “BREAD & CIRCUSES”, la seconda traccia del vostro ultimo Ep; cos’è che secondo voi potrebbe risvegliare veramente le coscienze assopite di un popolo?

Il verso che hai citato riassume il senso del pezzo e risponde già a pieno alla tua domanda. L’unica cosa che può davvero sollecitare l’uomo ad agire per cambiare lo stato delle cose è proprio la fame. Siamo portati prima di ogni altra cosa al soddisfacimento delle necessità immediate, e questo i nostri governi lo sanno bene, e finché riusciranno a controllare e manipolare il livello della nostra fame, facendo sì che ci sia giusto un po’ di pane sulle nostre tavole, potranno continuare a dormire sonni tranquilli e fare un po’ quello che gli pare senza grossi affanni. Se ci concedono qualche distrazione ogni tanto, siamo pure più contenti: “pane e circo” è l’unica vera strategia valida del consenso.

8. Quali sono i vostri progetti futuri? Avete in programma un tour promozionale dell’Ep?

Ad aprile è uscito l’EP, e questi due mesi appena finiti sono stati pieni di concerti: più di 20 tra acustici, elettrici, nelle case, nelle librerie e addirittura anche in versione reggae. Tra qualche giorno Mario partirà per Nashville per un piccolo tour in cui si esibirà da solo, chitarra e voce. Al suo ritorno, a fine luglio, riprenderemo a fare concerti qui in Italia, e pensiamo e speriamo di continuare così almeno tutto l’autunno prossimo. Dopodiché continueremo con la pubblicazione degli altri EP contenenti il materiale che abbiamo già registrato, e ricominceremo a suonare dal vivo. E poi, se ancora non ci siamo scannati a vicenda, valuteremo il da farsi.

9. Salutate i lettori di GrooveOn e provate a convincerli ad ascoltarvi con una “frase ad effetto”.

Prima di convincerli ad ascoltarci, volevamo dirgli “dove” possono farlo: cliccando su questo LINK  si può sentire e scaricare gratuitamente ‘Bread and Circuses’, il primo singolo estratto dall’EP. Dopodiché, una volta convinti, possono seguirci QUI
Ringraziamo voi di GrooveOn per l’intervista e per lo spazio concesso, e salutiamo i lettori con questo invito: ascoltate la nostra musica e quello che abbiamo da dire, non costringeteci a scendere in politica e candidarci alle prossime elezioni! Ciao!


LE DATE DEL TOUR.

17 Giugno - THE DOUGLAS CORNER - Nashville (USA)
19 Giugno - CAFE' COCO - Nashville (USA)
20 Giugno - JED'S - Nashville (USA)
24 Luglio - AFFUOCO XL - San Giorgio del Sannio (BN)
25 Luglio - (TBC) - Napoli
31 Luglio - DISTORSIONI SONORE - Acquaviva delle Fonti (BA)
 

(Salvatore Saso Signoretti)


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