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La libertà di pensiero

Calabria

 16 GENNAIO 2015 – In questi giorni molto si discute sul tema del libero pensiero. A scuola, sui giornali ma anche i mass media dibattono molto di questa libertà. Non si parla di cosa essa sia nella sua stessa essenza ma si sottolinea la necessità della difesa di tale diritto.
La libertà di pensiero, di espressione appartiene alla dignità stessa dell’uomo. Il diritto di avere proprie idee, di poterle sostenere, divulgare, far conoscere. Il diritto di difenderle, di manifestarle, di metterle per iscritto e proclamarle. Libertà di pensiero è tutto questo e non solo.
Tuttavia occorre fare una precisazione: si parla di diritto ma di diritto volto al bene proprio e altrui. Non esiste un diritto all’offesa, alla denigrazione, alla derisione altrui. Non esiste un diritto alla diffamazione, alla calunnia. Non vi è alcun diritto alla persecuzione né all’istigazione.
La libertà di pensiero non è libertà al male gratuito, all’ingiuria, all’accusa. Si tratta di un valore molto alto che va difeso e riconosciuto a tutti in quanto uomini perciò va al tempo stesso tutelato e assicurato nel massimo rispetto della dignità della persona.

La libertà di pensiero non è detenuta da alcuni a svantaggio di altri e non esiste un popolo che interamente la possieda. Ancora oggi è un diritto rimasto troppo sulla carta che dà poi origine a fenomeni nuovi e diversi, moderni, come ad esempio il tanto attuale mobbing. È di difficile realizzazione nel concreto, non sempre è opportuno e possibile infatti parlare a cuore aperto, esprimere opinioni e questo non solo a causa della diversa cultura dei popoli ma a motivo della diversità del cuore di ciascuno. Il problema è soprattutto educativo, formativo, culturale, sociale, religioso.

Il tema della libertà di pensiero, inoltre, è trasversale, anche nel corso dei secoli. Di esso hanno argomentato in tanti e da varie angolazioni. È di interesse, pertanto, proporre la lettura di due componimenti di non troppo lontana memoria scritti dal poeta romanesco Trilussa, al secolo Carlo Alberto Salustri, che ha illustrato adeguatamente il tema e su cui può essere utile soffermarsi e riflettere.

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La libertà di pensiero

Un Gatto bianco, ch'era presidente
der circolo der Libbero Pensiero,
sentì che un Gatto nero,
libbero pensatore come lui,
je faceva la critica
riguardo a la politica
ch'era contraria a li principi sui.
― Giacché num badi a li fattacci tui,
- je disse er Gatto bianco inviperito -
rassegnerai le propie dimissione
e uscirai da le file der partito:
ché qui la pôi pensà libberamente
come te pare a te, ma a condizzione
che t'associ a l'idee der presidente
e a le proposte de la commissione!
― È vero, ho torto, ho aggito malamente…
- rispose er Gatto nero.
E pe' restà ner Libbero Pensiero
da quela vorta nun pensò più gnente.

Er pensiero

Qualunque sia pensiero me viè in mente
prima de dillo, aspetto e, grazzi'a Dio,
finchè rimane ner cervello mio
nun c'è nessuno che me po' di' gnente.
Ma s'opro bocca e je do fiato, addio!
L'idea, se nun confifera la gente,
me po' fa' nasce qualche inconveniente
e allora er responsabile so' io.
Per questo, ner risponne a quarche amico
che vorebbe sapè come la penso,
peso e misuro tutto quer che dico.
E metto tra er pensiero e la parola
la guardia doganale der bon senso
che me sequestra er contrabbanno in gola.

La libertà di pensiero va esercitata con saggezza, accortezza, prudenza. Non deve produrre un danno né a chi la proferisce né ad altri. Occorre, in sostanza, essere in tutto misurati perché si possa fare il bene in ogni occasione della vita. La libertà di pensiero, quindi, è un diritto il cui esercizio deve esser sempre costruttivo al fine di promuovere il dialogo e la crescita umana e sociale di ogni uomo.

Simona Barberio