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'Ndrangheta: a Verona agiva cosca Arena-Nicoscia

Veneto > Venezia

VENEZIA, 04 GIU - Il boss della 'Ndrangheta che gestiva l'organizzazione nel veronese è Antonio Gardino detto 'Totareddu', uomo vicino alla cosca Arena-Nicoscia. L'attività del gruppo mafioso - è stato detto da inquirenti e investigatori a Venezia - ha portato al sequestro di 15 milioni di euro frutto di un'attività volta al riciclaggio ed allo spaccio di stupefacenti, con società fittizie che evadevano il fisco e creavano provviste di denaro.

Non un fenomeno mafioso tradizionale ma organizzato con una rete di contatti nel territori - come hanno sottolineato il Procuratore di Venezia Bruno Cherchi e Francesco Messina, dell'anticrimine - che ha coinvolto la municipalizzata veronese Amia per lo smaltimento dei rifiuti, che faceva circolare denaro, corsi di formazione, con due dirigenti che sono tra gli indagati. Il denaro gestito nel veronese giungeva dalla Calabria, veniva riciclato per lo più attraverso imprese edili portando ai reati di riciclaggio, estorsione ed evasione fiscale. Degli arrestati, in totale 26, 16 sono agli arresti con contestata l'associazione di stampo mafioso. L'indagine è in corso ed oltre alle persone colpite da misure cautelari ci sono ulteriori indagati.

'Col tirapugni? Lo ammazzi +
Nelle intercettazioni l'abitudine ai metodi violenti 
"'Io ho anche il tirapugni...' 'Con ll tirapugni ? lo ammazzi, ...io ho paura che che con il tirapugni lo ammazzi''.. 'Pensaci, non è che gli devo dire 'scusa viene un attimo?'. Si gira e ''bam'"!. Sono stralci di alcune delle conversazioni intercettate tra gli indagati che compaiono nelle carte dell'inchiesta per associazione mafiosa a Verona. Due di loro - uno è Nicola Toffanin, ritenuto il braccio destro del boss Giardino -, parla anche dell'uso del taser: "quello lì per rompere i legamenti è micidiale